Il grande attore Enrico Montesano giunge al Teatro Comunale con un giorno d'anticipo. Domani c'e' il suo spettacolo "Ottanta voglia di stare con voi"
Artista di altri tempi. A Benevento vogliamo dare il massimo. Tutto comincio' in tv nel 1968 con "Che domenica amici". Chi ha fatto la storia bisogna raccontarlo con grande rispetto ed ammirazione anche perche' gli spettacoli di una volta erano fatti da professionisti seri. Oggi il merito dove sta?
Nostro servizio
Carlo Mazzarella, un giornalista degli anni Sessanta molto noto nella televisione appena nata (1954), un giorno ebbe ad intervistare il grande Eduardo e nella lunga intervista ci fu un momento in cui Mazzarella riversò sul grande attore tutto il suo sconforto: Maestro, disse grosso modo, il nostro è un mestiere ingrato e dobbiamo sudare talvolta le sette camicie prima di ricevere l'assenso da parte di un personaggio dello spettacolo, per una breve intervista. Come è possibile?
Mazzarè, gli rispose Eduardo, tieni conto che si negheranno al tuo taccuino solo le mezze cartucce...
Questa intervista spesso la trasmette Rai Storia e ci è venuta alla mente quando abbiamo saputo che il grande artista Enrico Montesano, atteso per domani a Benevento al Teatro Comunale con il suo spettacolo, tutto esaurito, "Ottanta voglia di stare con voi", fosse già in città, in Teatro per curare, assieme alla sua equipe, gli ultimi dettagli degli allestimenti.
Rarissimamente accade ciò, che un artista di grande pregio come Montesano arrivi nel luogo della rappresentazione il giorno prima dello spettacolo per accertarsi che tutto vada nel migliore dei modi.
Altri uomini, altri artisti di altri tempi che fortunatamente continuano a calcare le sacre tavole del palcoscenico.
E così, incoraggiati da Eduardo, gli abbiamo chiesto una intervista.
Non abbiamo atteso neanche pochi minuti che ci ha invitati in teatro e così è cominciata la nostra chiacchierata.
Abbiamo esordito con una confidenza.
Ho sposato mia moglie Silvana nel 1981 e facemmo il viaggio di nozze in Fiat 126 passando per Roma.
Qui i nostri amici del Teatro "La Scaletta", ci regalarono due biglietti per il Teatro "Sistina".
E chi c'era al "Sistina" in quel 1981?
C'ero io, ci ha risposto subito Montesano, con "Bravo!", un musical (era la moda di quegli anni quella dei musical a partire da "Aggiungi un posto a tavola" 1974, sempre al "Sistina" ndr).
Lei ha attraversato buona parte del cosiddetto secolo breve, abbiamo detto a Montesano.
Ci ha risposto dicendoci che stamane un giornalista mi ha detto: Se non sbaglio sono 60 anni di carriera....
E così è. Ho cominciato nel 1966.
Come racconterà questa sua lunga carriera artistica, gli abbiamo chiesto?
Sul palco faccio una lettura per riequilibrare le sorti del giullare che racconta barzellette e fa battute anche facili ed un po' colorite.
Allora il mio maggiordomo, che viene in scena, mi ricorda che sono un attore e per riequilibrare ogni tanto devo fare una lettura da attore.
E leggo una cosa che riguarda proprio la nostra generazione che ha attraversato dei momenti di cambiamenti epocali notevoli.
Noi siamo figli di una educazione dell'altro secolo.
Io sono stato educato come lo è stato anche mio nonno o il mio papà.
Io sono nato nel 1945 e quando stavamo a tavola si conversava ma noi piccoli stavamo zitti, ascoltavamo.
Non c'era la televisione accesa a tavola e perlavano o i nonni o papà e quando lo facevano i piccoli stavano zitti.
Era una bella educazione, un bell'esempio.
Poi abbiamo visto nascere la televisione e fu una cosa incredibile.
L'Italia il giovedì sera si bloccava perché c'era "Lascia o raddoppia?".
Poi abbiamo visto tanti cambiamenti.
Quale è stata la sua prima volta in televisione, abbiamo chiesto a Montesano?
Ho iniziato nel 1968 a Milano, che è la mia città-padre perché mi ha tenuta a battesimo, al Teatro della Fiera, facevamo "Che domenica amici". Presentava Raffaele Pisu e l'orchestra la dirigeva Gorni Kramer.
Con noi c'erano poi Oreste Lionello, Ric e Gian, Pino Caruso, un bel gruppetto. Pensi un po'...
Questi tempi li possiamo raccontare solo con nostalgia, gli abbiamo chiesto, o anche con il rispetto che si deve a chi ha fatto la storia?
Devo dire, ci ha risposto il grande attore, che bisogna raccontare con grande rispetto ed ammirazione anche perché gli spettacoli erano fatti da professionisti seri. Parliamo di Castellano, Pipolo, il regista, il dirigente di Milano responsabile della trasmissione.
Noi si provava dal venerdì e la domenica pomeriggio si andava in diretta..
Le aggiungiamo, a sostegno di quello che dice riguardo la serietà dei comportamenti dell'epoca, che raramente a Benevento un artista è venuto in Teatro il giorno prima dello spettacolo. Talvolta arrivano qualche minuto prima dell'apertura del sipario...
Noi volevamo offrire a Benevento, ci ha risposto Montesano, una cosa ancora più precisa e più bella ed infatti siamo qui per i nostri puntamenti delle luci perché abbiamo rinnovato la scenografia, ora stiamo perfezionando.
Questi giovani che non vivono un momento felice, che cosa possiamo dire loro, abbiamo chiesto a Montesano?
Certamente era più facile per noi.
Io ho due figli, di 27 e 31 anni e per loro è difficilissimo.
E' una generazione che affronta tante difficoltà. Credo che la società sia un tantinello peggiorata.
Insomma i vizi ed i difetti c'erano pure negli anni Sessanta, però avevamo un margine del 40%, diciamo, dove il merito, come diceva il vecchio segretario Bettino Craxi che parlava del merito e non era cosa sbagliata, il merito c'aveva un 40% per farsi valere.
Oggi, il merito, dove sta?
Vale il merito? Non credo. Valgono tutte altre cose.
Questo suo spettacolo parla anche ai giovani, abbiamo chiesto a Montesano? Cosa diciamo loro?
Ai ragazzi posso dire di resistere e di non mollare.
Non vi dovete abbattere e sopratutto inventatevi un lavoro. Createvelo da voi nella ipotesi che le offerte per altro lavoro sono già prenotate, atteso che c'è un nepotismo ed un familismo imperante o si usano altre strade.
All'epoca del famoso 40% se eri bravo e non conoscevi nessuno, il dirigente diceva questo è bravo, prendiamolo.
E così un presentatore bravo, un cantante bravo, un attore bravo, un artigianio bravo, veniva assunto.
Le maestranze nel nostro mestiere sono parimenti importanti.
Io sono venuto qua perché ho un bravo macchinista e un bravo datore di luci che stanno a fare tante cose belle.
Non è tanto una questione di capitali e di denaro ma di idee di buon gusto e poi di capacità tecnica che devi necessariamente avere.
Una ultima battuta rivolta a Montesano. Per lei c'è un grande futuro dietro le spalle?
E' come diceva Gassman, ci ha rispostio, "Un grande avvenire dietro le spalle".
Esattamente gli abbiamo detto, abbiamo parafrasato il titolo del suo libro...
Il mio futuro adesso, ci ha detto Montasano, è andarmene in vacanza con mia moglie perché arriva l'età in cui bisogna un po' mettersi dietro le spalle oneri, problemi, responsabilità.
Bisogna pure dire: Finora abbiamo remato. Ora fermiamoci....
Conclude il suo tragitto con questo spettacolo, abbiamo chiesto infine?
Facciamo queste serate che ancora restano e poi vediamo, ci ha detto l'attore.
Mi piace stare tranquillo, leggere, studiare, scrivere però...
Nella vita non si sa mai. Può darsi pure che mi chiamino per fare qualcosa ed il richiamo dello spettacolo è forte...
comunicato n.175493
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