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Benevento, 12-01-2026 10:10 ____
Il Pronto Soccorso dell'Ospedale "Rummo" ha ormai assunto i caratteri di una criticita' non piu' rinviabile
Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane hanno evidenziato, con drammatica chiarezza, che il sistema dell'emergenza-urgenza provinciale opera oggi oltre il limite della sostenibilita', con conseguenze che incidono direttamente sulla sicurezza delle cure e sulla dignita' dei pazienti, afferma Francesco Maria Rubano
Redazione
  

Sulla questione del Pronto Soccorso dell'Ospedale "Rummo" il parlamentare di Forza Italia, Francesco Maria Rubano (foto), ha scritto al direttore generale dell'Azienda Ospedaliera "San Pio", Maria Morgante.
"Gentile direttore - si legge - la situazione che sta vivendo il Pronto Soccorso dell’Ospedale "Rummo" ha ormai assunto i caratteri di una criticità non più rinviabile.
Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane hanno evidenziato, con drammatica chiarezza, che il sistema dell'emergenza–urgenza provinciale opera oggi oltre il limite della sostenibilità, con conseguenze che incidono direttamente sulla sicurezza delle cure e sulla dignità dei pazienti.
In questo contesto, le comunico che ho formalmente consegnato al consigliere regionale Fernando Errico una proposta di Piano di intervento strutturato, che sarà posta all'attenzione del Consiglio e del presidente della Regione Campania.
Si tratta di una proposta fondata su dati, atti vigenti e modelli organizzativi già sperimentati, che mira a superare l’attuale gestione emergenziale attraverso un vero governo del sistema.
Prima di ogni altra cosa, riteniamo doveroso ribadire il massimo rispetto e apprezzamento per il personale medico e infermieristico, che sta sostenendo carichi di lavoro straordinari in condizioni di cronica carenza di organico.
Proprio per questo, la Deliberazione numero 4 del 7 gennaio 2026, con cui l'Azienda Ospedaliera "San Pio" ha disposto la proroga di diversi incarichi di collaborazione coordinata e continuativa e di incarichi libero-professionali per garantire il funzionamento dell'ambulatorio dei codici minori del Pronto Soccorso, rappresenta una ammissione formale di una carenza strutturale che non può essere affrontata solo con proroghe a sei mesi.
E' evidente che, se si è costretti a ricorrere a continue proroghe per evitare il collasso del servizio, il problema non è contingente ma organizzativo e strutturale.
Per questo, chiediamo che l'Azienda, oltre alle proroghe già disposte, attivi ulteriori strumenti di collaborazione e di stabilizzazione, valorizzando in via prioritaria i medici del territorio e dell'Azienda, attraverso forme contrattuali coerenti con l'urgenza della situazione.
Alla luce di tutto ciò, le chiedo con forza di procedere senza ulteriori indugi su quattro punti che riteniamo non più eludibili: L'immediata attuazione del Dca numero 41/2019, dell'Atto Aziendale vigente e della sentenza del Tar Campania numero 7096/2025, che impongono l'attivazione del Pronto Soccorso h24 di Sant'Agata dei Goti.
Non si tratta di una scelta discrezionale ma dell'esecuzione di atti e di una decisione giurisdizionale vincolante.
La piena operatività di Sant'Agata, con i suoi 96 posti letto, consentirebbe una decongestione immediata e strutturale del Pronto Soccorso del "Rummo".
La riorganizzazione del personale nell'ambito dell'Azienda Ospedaliera pluripresidio, valutando senza esitazioni, nel rispetto della normativa vigente in materia di mobilità, distacco e assegnazione temporanea, la dislocazione di personale dell’emergenza anche al Presidio di Sant'Agata, rendendo coerente l'organizzazione degli organici con le funzioni che i presidi sono chiamati a svolgere.
L'attivazione di un vero sistema di bed management e di governo dei flussi, che obblighi l’intera rete dei reparti a farsi carico dei pazienti del Pronto Soccorso, superando definitivamente il fenomeno delle barelle nei corridoi e del boarding prolungato.
L'integrazione strutturata della medicina territoriale e dei percorsi dedicati per i pazienti fragili e oncologici, utilizzando la rete Corp e i modelli di fast care già sperimentati con successo in altre realtà.
Siamo consapevoli che è pendente un giudizio innanzi al Consiglio di Stato; tuttavia è altrettanto evidente che l'esecuzione degli atti e della sentenza di primo grado non può essere sospesa sine die, soprattutto quando dalla mancata attuazione derivano ulteriori costi, inefficienze e un potenziale danno erariale legato al protrarsi di un assetto organizzativo già ritenuto illegittimo.
La gravità della situazione impone oggi scelte chiare e assunzione di responsabilità.
Personalmente, in qualità di deputato e ancor prima come cittadino del Sannio, sono pronto a fare la mia parte, in modo costruttivo ma fermo, affinché il sistema sanitario sannita torni ad essere governato e non lasciato in una condizione di emergenza permanente".

comunicato n.175414




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