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Benevento, 10-01-2026 13:32 ____
Pregate per me il Signore che non mi faccia fare troppi guai con il mio agire, che mi mantenga sereno e che non spenga mai il sorriso sulle mie labbra
Sono le tre cose auspicate da monsignor Felice Accrocca nel corso di un incontro in Cattedrale che ha confermato la sua nuova destinazione ad Assisi. Sento, ha detto l'arcivescovo nel momento forse piu' emotivo della cerimonia, di aver amato questa terra e vi ho voluti bene ma voi me ne avete voluto di piu' a me, questo lo sento
Nostro servizio
  

Per un giornalista la parola "smentita" è come se fosse il male assoluto.
Dover tornare su una notizia data per dire di aver sbagliato a pubblicarla perché non vera, è una pratica urticante.
Bene, fatta questa breve premessa, dobbiamo dire che quando è giunto il messaggio del vicario generale dell'Arcidiocesi, monsignor Francesco Iampietro, di riunirci in Cattedrale per "comunicazioni importanti", auspicavamo che si trattasse proprio di una smentita a quello che avevamo scritto ieri ed invece non è stato così.
Il cancelliere dell'arcivescovado, don Giampiero Pisaniello, ha letto la lettera della nunziatura a conferma di quanto riportato dalla Stampa e cioè che papa Leone XIV ha destinato monsignor Felice Accrocca alla Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno.
Non c'è smentita, dunque e questo, lo diciamo con affetto per monsignor Accrocca, ci dispiace.
Eravamo pronti, molto volentieri in questo caso, a "smentirci".
La breve cerimonia nel Duomo, a cui hanno partecipato molti fedeli, per lo più impegnati nelle istituzioni ecclesiastiche, alla presenza anche del sindaco Mastella, si è svolta come "Ora media", Tempo di Natale, è stata aperta dalla preghiera.
Poi la parola è passata a monsignor Accrocca che era affiancato sull'altare da monsignor Francesco Iampietro e da don Marco Capaldo.
L'arcivescovo, visibilmente emozionato, commentando le letture, ha detto che si fa fatica a vedere la luce e non sempre la strada è tracciata. Eppure la luce del Signore ci precede.
Poi entrando nel merito ha chiesto all'assemblea di pregare per lui il Signore affinché tre cose si concretizzino: che non mi faccia fare troppi guai con il mio agire; che mi mantenga sereno e che non spenga mai il sorriso sulle mie labbra.
Monsignor Accrocca ha quindi annunciato che è giunta la nota della Nunziatura Apostolica in Italia e che è stata pubblicata stamane alle 12.00.
Dal momento della pubblicazione sull'Osservatore Romano e fino alla presa di possesso del nuovo incarico, sarò l'amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Benevento.
Mons. Iampietro è stato delegato con facoltà di diritti e doveri.
A questo punto la parola l'ha presa proprio il vicario generale il quale ha voluto subito sottolineare che tra le altre cose monsignor Accrocca ci ha insegnato la sobrietà in tutto, anche nelle parole.
Ed allora un grazie ed un augurio.
Un grazie per la testimonianza incessante dell'azione pastorale nella nostra arcidiocesi con visite continue in tutte le parrocchie e nel carcere.
Grazie poi per la testimonianza che ci ha insegnato anche il distacco dalle cose materiali.
A quanti beni che le spettavano lei ha rinunciato per il bene della Diocesi io lo so ed ho vissuto tante situazioni difficili.
Grazie poi per come ha saputo usare la misericordia. Lei ha mangiato tanti bocconi amari e non li ha mai resi con atteggiamenti conseguenziali.
Noi tutti che l'abbiamo affiancata siamo stati trattati sempre con gentilezza, rispetto e lealtà.
Passando agli auguri, ha proseguito monsignor Iampietro, dico che rende meno amaro questo momento che lei andrà in una terra unica, quella di San Francesco di cui è fervente studioso.
Evidentemente è stato proprio il santo di Assisi ad ispirare l'agire del Santo Padre e lo ha voluto nella sua terra.
Anche lì, ad Assisi, eserciterà il suo ministero con l'augurio che possa camminare sulle sue orme, ha concluso monsignor Iampietro.
A questo punto è intervenuto l'arcivescovo per dire di non essere più un timido ma in certi momenti emerge un atteggiamento che è naturale.
Qui il rischio è duplice: O che parli senza una logica o che mi blocchi dall'emozione.
Dieci anni fa circa, quando venni a Benevento, ero pieno di paura.
Pensavo di non sopravvivere a questa prova e che non sarei serenamente sopravvissuto almeno tre mesi:
Ed invece ho trascorso la maggior parte del mio episcopato serenamente nonostante le difficoltà.
Ho piacere che stamane, solo avvertiti da un breve messaggio, siete intervenuti in tanti.
Evidentemente è anche il frutto di un legame forte che si è costruito nel tempo.
Ho trovato qui tanti amici a partire da don Franco Iampietro e sono grato al Signore per avermi aiutato a fare la scelta migliore quando lo nominai vicario generale.
Ho trovato gente straordinaria tra voi e quindi tutto ciò mi infonde fiducia.
Ad Assisi tantissimi di voi ci saranno già stati e ci ritorneranno e questo mi dà la speranza di rivederci.
E' un dono che mi è stato dato ed una responsabilità essere dopo 800 anni il successore di quel vescovo che accolse san Francesco.
Staremo qui insieme ancora un po' di tempo (l'ipotesi massima è di due mesi da oggi per la sua presa di possesso ad Assisi e per la nomina da parte di Leone XIV del nuovo arcivescovo di Benevento ndr).
Non conosco le date che in definitiva vanno a cascata.
Ho indirizzato, come feci il 18 febbraio per la Chiesa di Benevento, una lettera indirizzata anche alla Chiesa di Assisi.
Confido sulla grazia di Dio.
Ugo di San Vittore, un monaco del XII secolo, teologo, filosofo, cardinale e vescovo cattolico francese, tra i principali teorici della scolastica, affermò che è sensibile l'uomo che sente la dolcezza della terra natale.
Ecco, posso dire che questa terra dolce, il Sannio, ora è anche la mia e lo rimarrà.
Quando seppi della mia nomina ad arcivescovo di Benevento rimasi smarrito perché qui non c'ero mai stato.
Credo che il Signore abbia disposto questo passaggio adesso, perché tra 9 anni, quando sarebbe stato obbligatorio lasciare per raggiunti limiti di età, sarebbe stato più difficile abbandonare questa terra dopo venti anni.
Così il Signore ti abitua e ti educa.
Sento, ha concluso monsignor Accrocca nel momentio forse più emotivo della cerimonia, di aver amato questa terra e vi ho voluto bene ma voi me ne avete voluto di più, lo sento.
Anche lì ad Assisi troverò gente che vorrò bene e che mi vorrà bene.
Sin qui l'evento.
Poi non sono mancati abbracci e saluti. Alcuni di essi sono stati veramente di grande affetto e fraternità.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.175391




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