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Benevento, 06-01-2026 10:19 ____
Al di la' di quello che appare c'e' un consolidamento del vecchio apparato di partito che ha generato e genera un malcontento
Le aree storiche del Pd sannita non esistono piu'. Esiste solo l'area che fa riferimento ad Umberto Del Basso De Caro che, sapientemente, e' riuscito a dare l'impressione di un rinnovamento, commenta Italo Palumbo
Redazione
  

In vista del Congresso del Pd sannita, c'è l'affondo dall'area riformista con una nota inviata alla Stampa da Italo Palumbo (foto), già componente della segreteria regionale e della segreteria provinciale.
Con lui firmano la missiva, Giuseppe Addabbo sindaco di Molinara e vicepresidente Comunità Montana del Fortore; Antonio Iavarone, sindaco di Pannarano e componente l'Assemblea nazionale del Pd; Erasmo Mortaruolo, già consigliere regionale e componente della Direzione Provinciale; Giovanni Palmieri, già segretario del Circolo di Faicchio, e Claudio Ferrucci, consigliere comunale di Amorosi.
"Il Congresso provinciale del Pd - si legge - non ancora è iniziato ed è già finito.
In una ristretta area si sono concordate: La composizione dell'assemblea provinciale, previsti (se le indiscrezioni giornalistiche verranno confermate) incarichi di presidenza e di segreteria (del resto lo stesso è stato fatto per la nomina di De Luca a segretario regionale e dunque nessuna meraviglia... ndr).
Si è cercato di far quadrare il cerchio, garantendo il posizionamento dei singoli anche della storica minoranza che si sentirebbe appagata dal conferimento dell’incarico in segreteria di Antonella Pepe, (1 su 5) la quale pur smentendo ciò che tutti dicono, ha dichiarato la propria disponibilità a dare al nuovo percorso il proprio contributo.
Prendiamo atto che le aree storiche del Pd sannita non esistono più.
Esiste solo l'area che fa riferimento ad Umberto del Basso De Caro che, sapientemente, è riuscito a dare l'impressione di un rinnovamento laddove si legge tranquillamente continuità.
Tutti abbiamo chiesto unità e rinnovamento, ma in verità sono stati traditi da chi avrebbe dovuti rappresentarli.
Al di là di quello che appare, c'è un consolidamento del vecchio apparato di partito che ha generato e genera un malcontento che emergerà nei prossimi mesi.
Decine di iscritti stanno aderendo all'iniziativa.
Possiamo, quindi, dividere il partito tra coloro che hanno scelto di gestirlo in previsione dei prossimi appuntamenti elettorali (elezioni alla Provincia) e coloro che chiedono di rinnovarlo radicalmente per renderlo credibile all'opinione pubblica che ha dimostrato, anche nelle ultime elezioni regionali, di non essere attratta.
Gli iscritti al Pd vogliono un partito tra la gente, non personale di qualcuno, ma plurale e democratico, per renderlo credibile e attrattivo.
La gestione personale produce solo sconfitte.
Si invoca un diverso ruolo degli amministratori, laddove sono stati relegati, proprio da quelli che hanno ripreso il controllo del partito, ad un ruolo subalterno e invisibile che non può, in alcun modo, essere superato dalla individuazione del presedente dell'assemblea provinciale nella figura di un sindaco, laddove la storia recente ci insegna l'irrilevanza politica del ruolo rispetto al segretario e alla segreteria. Tutti gli amministratori in direzione?
Già molti di loro erano in direzione.
Si vuole dare all’opinione pubblica l'idea che il Pd è tutto unito e concorde? Non è così.
Intanto bisognerebbe capire, cosa cambia nella linea politica rispetto al campo largo.
Possiamo dire che Del Basso De Caro, Cacciano e Marcantonio aprono a Mastella?
Possono questi fare un'autocritica pubblica, rispetto ad una posizione, da molti del Pd non condivisa, che li ha visti contrastare Mastella alle regionali più di quanto non hanno fatto nei confronti delle destre?
La credibilità del cambiamento di linea politica non può essere affidata a chi, fino a ieri, ha fatto del campo largo, solo macerie.
Non c'è alcun risentimento nel non far parte dell'assemblea, d'altra parte molti degli esclusi, già nella precedente assemblea non erano presenti, pur essendo componenti della direzione e della segreteria, nei cui organismi hanno dato il proprio contributo di lavoro e di idee.
Se si vuole impedire, con la esclusione dagli organismi, oggi dell’assemblea e domani della direzione e segreteria, la libertà  di pensiero di molti ex dirigenti del partito  lo facciano pure, non saremo certo scoraggiati nella nostra azione politica, ma troveremo altre tribune dalle quali far emergere il nostro pensiero di iscritti e militanti del Pd e costruiremo, pur salvaguardando l'unità e il pluralismo del partito, con i tanti che lo riterranno, un'area che in sintonia con le scelte regionali e nazionali del partito, farà sentire la propria voce, se necessario anche di dissenso rispetto alle scelte che verranno effettuate dal Pd provinciale".

comunicato n.175311




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