Nella terra che diede i natali a Giovanni Boccaccio, Nicola Sguera conquista altri podi nei Concorsi letterari

Lo spirito con cui sto partecipando dall'inverno scorso a tali manifestazioni è quello di sottopormi al giudizio "esperto" per capire il valore di quanto da un anno circa vado facendo

Nuovi riconoscimenti letterari per il sannita Nicola Sguera che, in una nota, ha spiegato lo spirito con cui sta partecipando a questi eventi.
"Caro direttore - scrive - approfitto della sua ospitalità per fare qualche considerazione sui premi ricevuti in un posto meraviglioso della nostra Italia, che diede i natali a uno dei padri della letteratura italiana, Giovanni Boccaccio.
Al Premio Internazionale di Filosofia "Le figure del pensiero", giunto alla XX edizione, avevo inviato varie opere, risultando finalista in otto sezioni del concorso (Haiku, Paradossi, Romanzo filosofico, Immagine del pensiero, Articolo filosofico, Riflessione filosofica, Poema filosofico e Aforismi).
Ho ottenuto il terzo premio nella sezione "Riflessione filosofica a tema", dedicata a un aforisma di Paolo da Certaldo sull'invidia, e il primo premio nella sezione Romanzo filosofico con l'opera inedita "Un abisso tra noi", dedicato al complesso rapporto tra la Arendt e Heidegger.
E' l'ennesimo riconoscimento del mio lavoro di scrittore ed è su questo che volevo soffermarmi.
Mi rendo conto, nel moltiplicarsi dei premi e nell'attenzione che la stampa mi riserva sempre benevola, che potrebbe apparire una forma di vanagloria o di ostentazione.
Lo spirito con cui sto partecipando dall'inverno scorso a tali manifestazioni, al contrario, è quello di sottopormi al giudizio "esperto" per capire il valore di quanto da un anno circa vado facendo.
Ritenevo che il centro della mia vita dovesse essere, ancora per diversi anni, la scuola.
La rottura traumatica dovuta a divergenze insanabili con la dirigenza della mia scuola, mi ha spinto a investire energie creative nella scrittura, soprattutto narrativa.
I premi che sto ricevendo li considero dei segnali stradali che mi dicono che, sì, sto andando bene, che posso continuare. Troppe volte gli artisti si autoproclamano tali.
Essere vagliati da giurie competenti immunizza da questo rischio, che si moltiplica di solito in provincia.
L’altra cosa che mi fa piacere sottolineare è il caloroso sostegno dei miei concittadini.
Si usa ripetere che nessuno è profeta nella propria patria.
A me sta capitando quasi quotidianamente di incontrare persone le più varie che mi comunicano l’orgoglio per i miei riconoscimenti. E io sono ben felice di rappresentare la mia città in Veneto o in Lombardia, in Toscana o in Puglia.
Così come sono felice di essere nella cinquina dei romanzi storici in finale a San Lorenzello sabato prossimo con il mio "Euthymios".
Insomma, voglio avere un orizzonte nazionale ma rimanendo ben radicato nella mia terra, che amo, e se possibile rappresentarla degnamente.
Ne approfitto per annunziare l'imminente uscita del mio secondo romanzo, "Il potere del canto" (la copertina nella foto di apertura), di cui le invio in anteprima la copertina, che uscirà con Finalmente Libri, e il cui protagonista, anche se la città non viene mai esplicitamente nominata, è originario di Benevento".

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