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Benevento, 21-02-2016 14:23 ____
Il Sannio e l'Irpinia due territori da tenere in particolare attenzione per quanto riguarda patologie legate alla tiroide
Tanti i pazienti che stamane si sono sottoposti alle visite specialistiche organizzate dal Rotary Club assieme alla Croce Rossa Italiana per "Le Domeniche della Salute", tanta gente perche' evidentemente la sanita' pubblica non da' risposte adeguate
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E' stata particolarmente affollata la giornata di oggi dedicata, per "Le Domeniche della Salute", alla cura delle Patologie Tiroidee.
Il sesto appuntamento di questa fortunata iniziativa è stato anch'esso organizzato dal Rotary Club di Benevento presieduto da Paolo Palummo, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana presieduta da Stefano Tancredi.
Le tante persone che hanno atteso di essere visitate (sono state 41 le prenotazioni registrate fino alle 11.00) danno anche il senso, evidentemente, delle difficoltà riscontrate dalla gente nel sottoporsi a visite specialistiche per le vie "ordinarie".
Ad accogliere i pazienti in fila (spazientiti anche dalla presenza di noi giornalisti che hanno rubato tempo alle visite dovendo intervistare gli specialisti) Giovanni Docimo, responsabile Unità Dipartimentale Chirurgia Tiroidea della Seconda Università di Napoli e responsabile Thyroid Unit presso l'Ospedale "Frangipane" di Ariano Irpino; di Itala Ventre, responsabile Struttura Semplice di Endocrinologia - Azienda Ospedaliera "Rummo" di Benevento e di Giuseppe Siciliano, assistente in Formazione presso la Scuola di Specializzazione di Chirurgia Generale della Seconda Università di Napoli.
Durante la mattinata sono, quindi, state previste: visite endocrinologiche, ecografia, consulenza chirurgica.
Le patologie tiroidee, ci ha detto Docimo, sono particolarmente diffuse soprattutto in questo territorio e la prevenzione per esse è molto semplice.
Con un solo esame del sangue che valuterà gli ormoni tiroidei ed una ecografia del collo ci diranno se il paziente ha un problema o meno.
In caso di esito positivo non vuol dire che, necessariamente, bisognerà fare qualcosa.
Infatti, questo paziente può darsi che avrà bisogno di terapia medica, solo di controlli ovvero anche di intervento chirurgico.
Avere un nodulo alla tiroide è un riscontro anche abbastanza frequente, ma questo non vuol dire necessariamente doversi operare.
Bisogna controllarlo nel tempo e valutare quelle che sono le sue caratteristiche.
Gli accertamenti sono indolori, non si somministrano raggi e si può cominciare ad indagare già in età giovanile soprattutto in persone che hanno una familiarità con questa patologia.
Riguardo il nostro territorio il fenomeno come lo si può interpretare?
In aumento, in diminuzione o stabile, abbiamo chiesto alo dottor Docimo?
Ci sono effettivamente zone dell'Irpinia e del Sannio, ci ha risposto, particolarmente sensibili ed in cui il tasso di questa patologia è particolarmente elevato e qui è ancora più importante il controllo.
Quando la tiroide cresce ci sono dei fenomeni compressivi.
Essa poggia come su dei tubi da dove passa il cibo che ingoiamo e l'aria che respiriamo e questi sono rispettivamente l'esofago e la trachea.
Più la tiroide cresce e più si ha l'effetto del "piede sulla pompa dell'acqua".
Questi tubi in qualche modo si schiacciano e portano alla sintimatologia compressiva e cioè diventa come una mano che ti stringe al collo e che procura fastidio nel bere, nel mangiare, nel mettersi a letto.
Nel tempo, poi, questi noduli possono degenerare in neoplasie e per questo eventualmente bisogna operarsi.
Per questi motivi, ha concluso lo specialista, è importante la diagnosi precoce da porre in essere non appena insorgono questi problemi.
Anche l'operazione, se necessaria e fatta per tempo, non lascerà segni troppo invasivi sul collo perché il taglio sarà compreso nei tre centimetri.
Questo serve anche all'estetica visto che ad essere colpiti sono anche i giovani e di sesso femminile.
Sin qui il dottor Giovanni Docimo.
Il prossimo appuntamento con "Le Domeniche della Salute" ci sarà il prossimo 6 marzo con Ersilia Palombi, nutrizionista specialista in Scienza dell'Alimentazione.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

comunicato n.89096



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