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Benevento, 15-09-2023 18:25 ____
Ferruccio De Bortoli, due volte direttore del "Corriere della Sera" e' dell'avviso che i giovani hanno oggi piu' opportunita' di lavoro dei genitori
Ribaltando un luogo comune ci ha detto che essi sono cittadini del mondo mentre noi eravamo cittadini del nostro Paese e forse nemmeno della intera nazione ma semplicemente della nostra comunita'. Al grande giornalista assegnato il Premio Traiano al Teatro Romano dove c'e' stata la consegna delle pergamene a 722 neo laureati
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Il Teatro Romano è stato invaso nel pomeriggio da centinaia di persone e gli occhi del direttore Ferdinando Creta non hanno mancato di emanare il loro luccichio... vedendo il suo Teatro colmo di gente.
Gli spazi della platea sono stati occupati dai laureati, 722 del 2022, dell'Università Telematica "Giustino Fortunato" e della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Internazionale ai quali sono state consegnate le pergamene. Con i laureati anche i loro familiari.
Contestualmente si è svolta anche la IV edizione del Premio Traiano che quest'anno è stato conferito a Ferruccio De Bortoli (nella foto di apertura è a sinistra), che ha anche tenuto l'intervento tematico.
De Bortoli è stato due volte direttore del "Corriere della Sera" e de "Il Sole 24Ore". 
Attualmente è presidente dell'Associazione "Vidas" di Milano, della casa editrice Longanesi, editorialista del "Corriere della Sera" e del "Corriere del Ticino" e responsabile di una rubrica nell'edizione serale del Tg2000.
Prima che la manifestazione avesse inizio, ci siamo intrattenuti con De Bortoli per una breve chiacchierata.
Quella di oggi è una giornata di festa per la consegna delle pergamene di laurea alla conclusione del ciclo di studi accademici.
Ma è certamente anche un momento di riflessione, abbiamo detto con De Bortoli, perché al completamento degli studi universitari c'è la ricerca del posto di lavoro che ci si augura possa essere corrispondente ed adeguato al titolo di studio conseguito.
Questi giovani, abbiamo chiesto al direttore, hanno le stesse opportunità che abbiamo avuto noi nel trovare, volendo, un posto di lavoro o hanno più difficoltà e meno possibilità di raggiungere questo obiettivo?
Sono convinto, ci ha risposto De Bortoli, che abbiamo più possibilità di quante ne abbiamo avute noi.
Cercherei dunque di ribaltare lo schema della sua domanda.
Penso che con una buona preparazione universitaria, con il fatto che sono cittadini del mondo, mentre noi eravamo cittadini del nostro Paese e forse nemmeno della intera nazione ma semplicemente della nostra comunità, oggi questi ragazzi, dicevo, hanno uno sguardo su tutta la realtà del mondo e ne sopportano anche le conseguenze negative, su questo non c'è dubbio.
Ma hanno anche molti strumenti di conoscenza, che vanno al di là anche della formazione universitaria, che possono consentire loro di non negarsi alcun traguardo.
Certo soffriranno di più, su questo non c'è dubbio.
Ma la sofferenza è educativa, formativa e forse se non ci fossero tante difficoltà, ci si annoierebbe persino di più.
Il mio augurio a questi ragazzi, ha detto ancora De Bortoli, è quello di credere in se stessi.
Di considerare questa giornata, che è certamente di festa come ha detto lei, non come un traguardo ma come punto di partenza per andare dove pensano, sperano, ambiscono ritenendo in partenza che nessun traguardo è loro negato.
E' cambiato molto, abbiamo ancora detto al direttore, dai giorni in cui lei, un po' di anni fa..., varcò la soglia di un giornale cominciando la sua splendida carriera?
Intanto sono passati, proprio in questi giorni, 50 anni.
I cinquant'anni che abbiamo vissuto noi sono molto più intensi di altri mezzi secoli.
Noi siamo stati molto fortunati.
Quando dice noi, si riferisce alla nostra generazione? abbiamo chiesto a De Bortoli.
Beh sì, ci ha risposto, anche se lei mi sembra molto più giovane di me.
Solo due anni, abbiamo risposto ed il direttore di rimando: Beh non sono pochi, dipende cosa si fa in quei due anni...
All'epoca, ha proseguito De Bortoli, si entrava in una redazione con una prospettiva di crescita all'interno di un settore che era in pieno sviluppo.
Adesso, per quanto riguarda la formazione ed il mondo dei media, la situazione è completamente cambiata ma a questi ragazzi io potrei anche augurare di fare i giornalisti ma forse, tutto sommato, è un augurio che non gli faccio, ha concluso il giornalista.

 

 

 

 

 

 

   

comunicato n.159223



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