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Benevento, 11-09-2023 14:48 ____
Presidente ed amministratore delegato di Gesesa, Russo e Rubbo, non negano che anche il sistema idrico del capoluogo e' molto fragile
Non si sono sottratti al nostro incalzare ed hanno confermato: Si', occorre il serbatoio per Capodimonte ed un raddoppio dei Gesuiti. Venti ore di mancato rifornimento di acqua non possono mettere una citta' in ginocchio ma investimenti non ne possiamo fare perche' l'Ente Idrico Campano non ha mai approvato il Piano hanno detto i due manager e se non avessimo chiuso ieri per un'ora e mezza l'erogazione sarebbe stato un dramma
Nostro servizio
  

Il presidente Domenico Russo e l'amministratore delegato di Gesesa, Salvatore Rubbo, hanno convocato una conferenza stampa con l'intento, hanno detto, di fare chiarezza sulla vicenda della mancanza di acqua nelle case di quasi la metà dei cittadini di Benevento.
In verità, e di questo preconcetto ce ne scusiamo, dopo aver ascoltato in prima mattinata le dichiarazioni del sindaco Mastella che ha tenuto a precisare, al solito, noi non c'entramo nulla e la colpa è degli altri, pensavamo che anche a Gesesa avremmo assistito alla stessa solfa: Non è colpa nostra se la città è senz'acqua. Dipende tutto dalla Regione Campania.
Ed invece non è stato così e quando abbiamo fatto ai nostri due interlocutori una domanda spigolosa e decisa ma non dalla vena polemica, ci hanno risposto affermando che quello che avevamo rappresentato era perfettamente aderente alla realtà dei fatti e delle cose in atto.
In pratica, dopo aver dato doverosamente atto dell'impegno profuso da Gesesa e dei suoi tecnici e management, noi abbiamo preso a pretesto la dichiarazione resa ieri con un comunicato stampa dell'Azienda e stamane ad apertura della riunione dal presidente Russo, abbiamo sottolineato che se è vero che l'impiantistica della Regione Campania, peraltro ancora una volta colpevolmente tardiva nella comunicazione, attraverso l'Acquedotto Campano che serve la città di Benevento con l'acqua del Torano Biferno, è estremamente fragile anche perché molto vecchia e datata, è vero anche che la stessa fragilità ha il sistema acquedottistico gestito da Gesesa da 30 anni e prima ancora dalla Beneventana Servizi a partire dagli anni Ottanta.
E nulla è stato fatto per porre rimedio.
Il "famoso" ed indispensabile serbatoio dei Gesuiti alla Pacevecchia (capace di contenere 5mila metri cubi di acqua potabile) è degli anni Ottanta, probabilmente addirittura realizzato dalla Cassa per il Mezzogiorno; un intero quartiere, Capodimonte, non ha il serbatoio di accumulo e l'acqua è portata nelle case non attingendola dal serbatoio, appunto, come esige la regola non scritta del sistema (non è una buona prassi ha confermato Rubbo) ma direttamente dalla condotta che in pratica fa da serbatoio, ma che presenta subito le sue carenze anche per una banale riparazione facendo rimanere spesso senz'acqua un intero rione di 5mila abitanti.
Per eliminare queste gravissime carenze che ha fatto Gesesa in questi ultimi 30 anni?
Perché non è stato realizzato il serbatoio a Capodimonte ed un altro grande capace serbatoio a supporto di quello dei Gesuiti?
In fondo la problematica di oggi coinvolge i beneventani per 30 ore.
Se ne togliamo almeno una decina dalle due notti, ore veramente di sonno per tutti, ne restano una ventina di ore veramente con problematiche legate alla mancanza di acqua, 20 ore, poco meno di una giornata.
E' possibile che una città capoluogo non abbia strumenti ed attrezzature per resistere a sole 20 ore di interruzione dell'affluso in carico di acqua dall'Acquedotto Campano?
A queste argomentazioni hanno risposto con molta onestà intellettuale sia Russo che Rubbo.
Russo, nell'intervenire, ha parlato di domanda pertinente e che dà senso alla confenza stampa con la quale si approfitta, in senso positivo, di un momento di difficoltà per sviluppare un ragionamento che possa poi avere delle azioni conseguenti.
E' chiaro che Gesesa ha fatto tutto il possibile e mi fa piacere che sia chiaro ai giornalisti presenti ma non a tutti visto che sui sociali qualcuno, anche vostro collega (poi riservatamente, al termine della conferenza, ci è stato fatto leggere il messaggio pubblicato - poi ovviamente cancellato come spesso si fa - ed è stato veramente disdicevole, riprovevole ed imbarazzante, notare che quelle brutte frasi siano state scritte da un nostro collega), ha usato termini terribili quali farabutti, delinquenti...
Qui si parla come se non ci fosse stato un passato che ha riguardato tutti i partiti politici.
Ora non è più tempo di chiacchiere e bisogna agire nel senso che bisogna scavare e sostituire le condotte vecchie e colabrodo che sono da paese incivile, così come occorre il serbatoio a Capodimonte ed un altro Gesuiti o altrove.
Trovo disdicevole, ha proseguito Russo, che non ci siano alternative.
Venti ore passate con grandissimi sacrifici.
Ma noi più di tanto non potevamo fare con le strutture che abbiamo.
Benevento non è in grado di gestire una crisi idrica più importante di questa, una cosa questa che può assolutamente accadere perché tutta la condotta è vecchia e malandata, a cominciare da quella del Torano Biferno.
Basta con le chiacchiere, ha concluso Russo e cercare di capire cosa si è fatto nel passato.
Se non si è fatto nulla, come appare, lo si facesse adesso.
Agiamo e non scherziamo con l'acqua che per la politica deve ora essere la priorità assoluta.
Rubbo nel suo intervento ha anche lui detto preliminarmente di convididere appieno le nostre argomentazioni.
La domanda però va rivolta non a Gesesa perché non abbiamo la possibilità di fare investimenti.
Benevento fino a due anni fa contava su 50 litri al secondo che venivano dai pozzi di Campo Mazzoni e che giustamente sono stati bloccati.
In una situazione del genere ed in un contesto di fragilità totale, siamo comunque soggetti alla regolazione di Arera che esiste dal 2012 e nella quale Gesesa rientra.
Essa prevede che io debba avere un piano degli interventi approvato sia con oneri ricadenti in tariffa che attraverso il finanziamento pubblico.
Ma Gesesa non ha un piano degli interventi approvato dagli organi competenti.
E qui noi abbiamo chiesto a Rubbo chi fossero questi organi competenti che non hanno approvato il piano che Gesesa ha sempre presentato...
Sempre presentato, ci ha risposto l'amministratore delegato, il quale ha sottolineato che l'organo competente è l'Ente Idrico Campano che esiste dal 2015.
E quindi tutto quello che riusciamo a fare per sostenere il servizio, Gesesa spende intorno ai 16 o 18 euro ad abitante quale investimento annuale.
E' una miseria rispetto a quello che ci vorrebbe.
Nonostante questo, qualcuno ha trovato anche da ridire e ci ha detto perché lo fai.
Quando sarà approvato il Piano si avranno le idee ancora più chiare sulle cose che si potranno fare.
Quella che facciamo oggi è tutto sotto la nostra diretta responsabilità.
Rubbo, nel sottolineare che la comunicazione della Regione l'ha avuta solo venerdì pomeriggio con davanti un fine settimana, ha anche detto che gli hanno anticipato, ma ufficiosamente, che si potranno verificare altre situazioni del genere in quanto ci sarà necessità di interrompere la fornitura per favorire l'attraversamento da parte dell'Alta Velocità ferroviaria.
Infine, ci ha confermato che i lavori di riparazione proseguono da stamane (come da foto) e che non ci sono al momento motivi per sostenere che ci possano essere ritardi nel ripristino della erogazione idrica.
Senza la scelta, ha ancora detto Rubbo, di fermare per un'oraeè mezza la fornitura di acqua nelle case nella giornata di ieri, l'acqua nel serbatoio era arrivata al pavimento e sarebbe finita completamente e nelle condotte sarebbe entrata aria, un dramma.
Ieri, quando è stata assunta la decisione di chiudere per un po' il serbatorio dei Gesuiti, il prelievo era superiore del 60%.
Sono usciti 160 litri al secondo e ne sono entrati tra i 120 ed i 130.

 

comunicato n.159123



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