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Benevento, 08-09-2023 19:19 ____
Calcio, Serie C: Un Marcello Carli a tutto tondo illustra quello che e' stato il suo lavoro in queste lunghe settimane di mercato
Ho trovato una situazione che andava sanata. E' stato un impegno bello tosto. Abbiamo mantenuto la nostra linea senza piegarci. Dobbiamo ridare un'anima a questa squadra. Ciciretti? Per ora non e' un rinforzo. Qui avra' un ambiente che lo aiutera' a tornare a essere un calciatore
di Luca Pietronigro
  

Un Marcello Carli a 360° quello che, questo pomeriggio, ha voluto illustrare alla Stampa e, quindi, anche ai tifosi e alla città il lavoro svolto in questi circa due mesi e mezzo in cui ha assunto la carica di direttore tecnico del Benevento Calcio.
Una scelta, quella di Carli, che abbiamo apprezzato poiché ai tempi del suo predecessore, Pasquale Foggia, non era abitudine mettersi a disposizione dei giornalisti, dando la propria versione delle scelte compiute.
Carli ha rotto questo schema spiegando che la sua è una abitudine consolidata: "Lo faccio sempre al termine di una sessione di mercato poiché credo sia una cosa dovuta nei confronti di chi ha a cuore questo club.
Sono qui per questo, dicendo sempre la verità senza prendere in giro nessuno".
Alla domanda se fosse soddisfatto ha risposto: "Per mia natura non sono mai del tutto soddisfatto di quello che faccio per questo dico che non siamo riusciti a ottenere tutti gli obiettivi ma è stato un lavoro bello tosto.
Quello che di sicuro abbiamo fatto è stato mantenere la barra sempre dritta, senza piegarci a quelle che erano le dinamiche del mercato.
Il nostro presidente, Oreste Vigorito, ci è sempre stato vicino.
Sarebbe stato meglio se avessi chiuso le operazioni prima di quanto lo abbiamo fatto ma si sa che il mercato è molto strano.
All'inizio si fanno alcuni affari, poi c'è un lungo periodo di riflessione poi nell'ultima settimana sembra che tutti impazziscono.
Questa è una follia. Il mercato dovrebbbe durare una quindicina di giorni e poi ripartire.
Tutte le scelte le ho compiute in piena autonomia e per questo non posso che ringraziare il presidente.
Su Agazzi mi sento di dire di aver preso un calciatore forte e con delle importanti qualità morali, mentre Alfieri è un elemento che è cresciuto nel nostro settore giovanile.
Sapevamo bene che puntando sull'ex centrocampista della Ternana avremmo corso un rischio poiché lo stesso sta accusando dei problemi fisici ma ne ero ben consapevole ed ho voluto correre il rischio.
Poi abbiamo anche Kubica che è un calciatore importante che ha avuto un problema al piede ma questa settimana è tornato a lavorare con il gruppo.
Siamo in sofferenza e di questo ne sono consapevole ma abbiamo preferito non aggungere ulteriori elementi per non ingolfare la "rosa".
La storia del Benevento la conoscete meglio di me, qui ho trovato una situazione che andava sanata.
Abbiamo una "rosa" con 22 calciatori che, tra fine prestiti, fine contratti e cessioni, non fanno più parte del Benevento, credo sia quasi un record. Ci sono 12-13 elementi che sono rientrati.
In questa situazione di lavoro, che comunque mi sembra abbastanza grande, c'è stata la problematica del calciatore davanti alla difesa che abbiamo deciso di gestire in questo modo".
Sulla questione della difesa ha aggiunto: "In questa zona del campo credo che siamo ben coperti. Viscardi che è giovane riteniamo che sia forte così come Pastina.
Abbiamo preso Berra che è un esterno a destra che all'occorrenza può fare anche il centrale così come El Kaouakibi che puà essere impiegato come braccetto a destra in una difesa a tre.
Il nostro leader in questo reparto sarebbe dovuto essere Meccariello che, però, si è fatto subito male compromettendo la stagione.
Per questo, siamo ritornati sul mercato tesserando Terranova.
Anche qui devo ringraziare la proprietà che si è subito messa a disposizione per risolvere la questione in poco tempo.
Ho grande fiducia nei nostri giovani e sarò il primo ad incoraggiarli perché credo che possano avere un futuro importante.
Come detto la nostra linea è stata sempre la stessa, avremmo ceduto un elemento solo se l'offerta che ci fosse stata proposta sarebbe corrisposta a quelle che erano le nostre richieste altrimenti sarebbero rimasti qui.
A centrocampo, ad esempio, siamo anche in troppi poiché alla fine è rimasto anche Tello, non potevamo cedere un nostro calciatore dandoci in cambio elementi che a noi non interessavano".
In cosa può dirsi soddisfatto?
"Di sicuro di tutte quelle operazioni che ci hanno consentito di mandare via atleti che erano parte attiva del nostro progetto. Era fin troppo palese la loro volontà di non rimanere con noi.
Avevamo due strade: o venivamo ricattati o mantenere la nostra idea di fare calcio, siamo orgogliosi di aver preso quest'ultima linea.
Alla fine Moncini e Acampora non sono stati regalati.
Di coloro che sono andati via in prestito siamo gli unici di Serie C ad averlo fatto per la B e comunque il club ne ha sempre la proprietà.
Anche le entrate mi hanno reso felice, sono contento che questi ragazzi siano qui.
Il presidente ha avuto la forza di ripartire dopo la retrocessione, questo gli va dato atto.
C'era una situazione in cui bisognava tirare la riga.
Avevamo la necessità di far combaciare le esigenze tecniche con quelle societarie legate ad un aspetto economico".
Alla domanda su Improta e sul fatto che alla fine sia rimasto ha spiegato: "Il ragazzo è venuto in ritiro a Roma con grande professionalità, si è allenato sempre al massimo e mi sono preso la responsabilità di parlare con lui in modo leale.
Ha risposto che sarebbe rimasto con orgoglio. In Improta ho notato la voglia di riscattarsi a Benevento, sono orgoglioso che sia rimasto".
Su altri due casi spinosi come Tello e Karic si è così espresso: "Sul primo bisogna dire che c'era la volontà, da parte sua, di andare via ma come detto lo avrebbe dovuto fare alle nostre condizioni così alla fine è rimasto.
Per quanto riguarda Karic, invece, all'inizio del ritiro è partito bene con tanta voglia di fare poi negli ultimi giorni ha ricevuto, tramite il suo procuratore, delle offerte dalla Serie B (Lecco ndr) che lo hanno fatto vacillare.
Da parte nostra, comunque, non avevamo alcuna intenzione di cederlo.
L'allenatore vedendolo scosso ha fatto le sue scelte (esclusione dai convocati per la gara di Torre del Greco ndr) ma poi finito il mercato (il Lecco ha virato su altri obiettivi ndr) il calciatore si è rimesso in riga ed ora si sta allenando al meglio senza alcun problema tornando a disposizione completamente di Andreoletti".
Sulla scelta dei portieri ha chiarito: "Ho Paleari che è un calciatore importante.
Con lui sono stato chiaro: in caso di offerte dalla B lo avrei ceduto, altrimenti poteva scordarselo (tutte le offerte ricevute come ad esempio quella dell'Ascoli ovvero del Bari o della Ternana sono state per un prestito e per questo rispedite al mittente ndr).
L'investimento fatto lo tengo. Paleari è contento di essere rimasto, Manfredini lo teniamo e può fare anche il titolare.
Non si è mai pensato di partire con Nunziante. Abbiamo pensato di tenerlo con la prima squadra e inserirlo nella formazione Primavera".
Sul capitano ha aggiunto: "Le idee sono chiare, vi verrà comunicato prima della partita dal tecnico". 
Sulla sua scelta di venire ha Benevento ha spiegato: "Sono molto felice di essere qui.
Il Benevento è retrocesso in maniera sanguinosa.
Il nostro obiettivo è uno solo: dare un'anima con la squadra che possa rappresentare in modo degno la città.
Se viviamo questa retrocessione con rancore, allora si prende una strada che non porta da nessuna parte.
Daremo l'anima per ricreare un gruppo che abbia un orgoglio e una identità forte.
Avremo bisogno di tempo, saremo sottoposti a critiche forti perché nessuno ce lo darà.
Fatele a me perché sono il responsabile. Fate lavorare i ragazzi con serenità e con la passione che ci mettono.
Sono andato a giocare con orgoglio a Torre del Greco, dove c'era un ambiente caldo. Sono stato felicissimo di scendere in Serie C. Non so quanti sono felici di questo.
Siamo pronti a ripartire, questo lo possiamo promettere.
Il Catanzaro ci ha messo almeno tre anni per vincere.
Non pensate che lo dica perché voglio mettere le mani avanti. La sconfitta con la Turris mi ha devastato. Voglio vincere tute le partite ma so anche da dove parto.
Il nostro obiettivo è di ricreare un'anima a questa squadra.
Il vero dramma sportivo non è stata una retrocessione, ma è stato il fatto che la squadra ha perso il suo Dna.
Non ho paura di nessuno ma ora serve tempo e non ce lo darà nessuno.
Qui ho trovato un posto bellissimo da viverci".
Alla nostra domanda sul fatto di aver chiuso il mercato con una "rosa" molto ampia, sono ben 33 gli elementi a disposizione di Andreoletti, e sulla necessità che forse qualche giovane come Perlingieri, Rossi, Masella potesse essere mandato in prestito ha così risposto: "Sui giovani tutti devono pulirsi la bocca. A una mezza partita sbagliata vengono sempre condannati.
Abbiamo voluto compiere una scelta diversa e per certi versi difficile da quella che solitamente viene attuata.
Sarebbe stato facile mandarli in prestito in altre squadre di C, senza sapere più nulla di loro se giocavano, se stavano compiendo progressi, invece abbiamo voluto tenerli con noi, li valuteremo, li analizzeremo e decideremo se varrà la pena o meno investirci sopra.
Come riflesso di questa decisione il fatto che avremo un gruppo più folto.
L'unica eccezione l'abbiamo fatta per Veltri che è andato in prestito secco alla Recanatese ma in questo caso la squadra marchigiana ce lo ha chiesto, così come fatto con Prisco, espressamente con l'impegno di dare al ragazzo un certo minutaggio.
Gli altri non avevano richieste di questo tipo, quindi abbiamo deciso di tenerli".
Sempre ad una nostra domanda sulla scelta di Ferrante e sul fatto se possa giocare al fianco di Marotta ha spiegato: "Dopo aver ceduto Moncini, abbiamo scelto un elemento che desse una maggiore profondità. 
Se possa giocare insieme oppure alternativamente a Marotta sono questioni che dovrà stabilire il nostro allenatore".
Su Letizia, ha detto: "Non era il momento giusto per rimanere. Lo abbiamo mandato via per dargli uno stimolo maggiore.
E' più facile che possa riaccendersi altrove che qui".
Sul ritorno di Ciciretti ha così raccontato la storia: "Su questo calciatore ho avuto una telefonata con il presidente, a cui ho risposto che avrei voluto incontrarlo per guardarlo negli occhi.
Lui è forte ed è un ottimo calciatore ma in questo momento, per noi, non è un riforzo, deve decidere se smettere di giocare oppure continuare e di questo ne ho parlato anche con lui.
Non ha voluto sapere niente del contratto.
Lui ci ha dato dieci dimostrazioni che voleva venire e rimettersi in gioco.
Se si comporterà bene, troverà un ambiente che farà di tutto per farlo ritornare calciatore.
Deve fare solo una cosa: voler bene a se stesso, tornando un giocatore di calciatore. In questo momento non lo è.
In lui ho visto la voglia di ritornare e per lui si tratta dell'ultima possibilità".
Infine sui rinnovi di elementi in scadenza come ad esempio Ciano: "Non credo sia una priorità. Il nostro obiettivo è quello di trovare un'anima a questa squadra.
Siamo un cantiere aperto, dobbiamo passare il mese di settembre.
Credo che i ragazzi non avranno problemi a rimanere a Benevento qualora ci siano le condizioni in futuro.
Dobbiamo creare un gruppo con un'anima forte, solo così avremo anche una squadra forte.

comunicato n.159077



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