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Benevento, 15-03-2023 13:44 ____
I messaggi di cordoglio giunti in redazione per la morte di Ernesto Mazzoni
L'uomo politico fu anche sindaco della citta' di Benevento
Redazione
  

Ecco tutti i messaggi di cordoglio giunti in redazione per la morte di Ernesto Mazzoni (nella foto del 1992).

Carlo Iannace, già consigliere regionale
"E' con profonda tristezza che ho appreso della scomparsa di Ernesto Mazzoni.
L'avvocato Mazzoni, già sindaco della città di Benevento, è stato tra i principali esponenti della Democrazia Cristiana del Sannio.
Mancherà a noi tutti che lo abbiamo conosciuto come uomo di grande intelligenza e politico che ha sempre agito con lealtà.
Alla famiglia voglio rivolgere le mie più sentite condoglianze, in modo particolare alla figlia Erminia".

Nino Lombardi, presidente della Provincia
"A titolo personale e a nome del Consiglio provinciale tutto, esprimo il sentito cordoglio per la scomparsa di Ernesto Mazzoni, già sindaco di Benevento, consigliere provinciale, assessore regionale, illustre amministratore della cosa pubblica".

Clemente Mastella, sindaco di Benevento, e l'Amministrazione comunale
"Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Ernesto Mazzoni, già sindaco di Benevento e più volte eletto al Consiglio comunale.
E' stata una figura autorevole della storia politica cittadina, la città e l'amministrazione lo ricordano con stima.
Domattina una delegazione istituzionale del Comune presenzierà alle esequie nella chiesa di San Domenico a piazza Guerrazzi".

Francesco Maria Rubano, parlamentare
"Da giovane servitore del territorio, mi preme ricordare Ernesto Mazzoni, illustre personalità che ha interpretato in molteplici ruoli la vera essenza dell'essere sannita: sindaco della città di Benevento, assessore regionale della Campania e presidente della locale squadra di calcio.
Le sue doti lasciano un segno indelebile e rappresentano un esempio da trasferire alle future generazioni impegnate a cambiare le sorti della nostra realtà".

Lucio Lonardo
"Per farlo incazzare bonariamente, ancora una volta, avevo pensato di iniziare questa mia testimonianza di affetto con la celebre Shakespeariana orazione funebre di Antonio: "Io vengo a seppellire Ernesto (Cesare) non a lodarlo: il male che gli uomini fanno sopravvive a loro, il bene è spesso è spesso sepolto con le loro ossa, e così sia di Ernesto, (Cesare)".
Ma non è così, e non è così per le azioni, tutte rigorosamente buone, che egli ha fatto, per gli insegnamenti e gli esempi che ha dato: ebbene tutto questo non verrà seppellito con le sue spoglie, ma sarà sempre presente e fattivo nelle menti e nell'agire di chi ha avuto la fortuna di frequentarlo.
Non a caso ormai era per tutti don Ernesto ma non per sudditanza ma solo per un'enorme senso di stima e di rispetto verso chi si giudicava superiore a se stessi per le tante positive qualità.
Ho preferito citare, invece, "l'importanza di chiamarsi Ernesto", fortunata commedia di Oscar Wilde, perchè era la frase con cui lo sfruculiavo nei bigliettini augurali per il suo onomastico e mi beccavo l’ennesimo vaffa che ormai faceva parte dei nostri riti tribali fatti anche di ironia, sarcasmo, satira, ma di quella buona,propria di due spiriti liberi.
Da ragazzo ero sempre stato affascinato dalla sua personalità, un mito, in pratica era il mio Gianni Agnelli personale: avvocato, finanziere, imprenditore, politico, presidente di una squadra di calcio, in cui mi volle come componente dello staff sanitario, dotato dell’intelligentia dei latini in ogni campo in cui decideva di cimentarsi.
Quest'ultima la si respirava anche nelle volute pause del suo discorrere, proprietario com’era di un eloquio mai scomposto nel quale faceva comunque notare e pesare il suo sguardo o la mimica del volto.
Dapprima era Ernesto e Annamaria, l'adorata moglie, un binomio inscindibile in cui nessuno era subalterno all'altro sebbene così diversi: uno riflessivo, pacato, razionale, l'altra una bomba al napalm capace di fiammare chiunque, estroversa, fattiva, con l'azione che preveniva il pensiero senza comunque sbagliare mai un colpo.
A volte questa diversità emergeva in finti contrasti all’insegna del voleseme bene comunque, ma intervallati da improbabili atteggiamenti all'Arcibaldo e Petronilla!
Poi nella rinnovata fase politica il binomio è divenuto Ernesto ed Erminia, E&E, energia ed empatia per una nuova era politica ma sempre di quella buona fatta con la gente e per la gente.
Parlare con Ernesto seriamente, il che mi riusciva solo con lui, era un po' come cimentarsi con un cubo di Rubik, la sua soluzione non era mai imposta ma ci dovevamo arrivare insieme affichè fosse condivisa : il fatto era che il tempo che impiegavo a trovare la quadra non era mai perso perché nel frattempo apprendevo senza che me ne accorgessi e questo grazie alla sua personalità magnetica.
Caro Ernesto, non mi mancherai perché porterò con me sempre qualcosa di te e nelle difficoltà della vita ti sentirò, come sempre, al mio fianco: ti dirò di più, forse non verrò alla tua messa perché non la riconosco come tuo funerale: quello è una cosa dove si mette il punto e per me invece i punti sono due, e sotto l'ultima pagina della tua vita che purtroppo ho dovuto sottoscrivere, come nelle serie televisive, idealmente ho aggiunto "continua", quindi non ti libererai facilmente di me, quando si è nella mente e nel cuore di tanti non è concesso morire.
Ciao".

Fernando Errico, ex consigliere regionale e delegato del presidente De Luca per la Napoli-Bari
"Con l'avvocato Mazzoni va via un amico e  una persona perbene.
Protagonista di una lunga stagione politica. Ha portato concretezza nelle Istituzioni segnando un pezzo della storia politica sannita e non solo.
Sono convinto che non sarà dimenticato.
Alla famiglia, in particolare alla figlia Erminia, sentite condoglianze".

Coordinamento Provinciale di Fratelli d'Italia Sannio
"Esprimiamo il più sentito cordoglio per la scomparsa di Ernesto Mazzoni.
Uomo di straordinario spessore umano e politico, ha speso una vita al servizio del Sannio.
Ci uniamo al dolore della figlia Erminia e di tutti i suoi familiari".

Arturo Mongillo, avvocato
"Ernesto Mazzoni ha rappresentato nella storia sannita degli ultimi settant'anni una delle figure più alte.
Nel parlare di lui ho soltanto un titolo: quello di averlo frequentato e conosciuto e stimato in molte delle sue incarnazioni e di avere fatto con lui tratto comune prima nel calcio con il suo "Benevento" e l'Alba Sant'Agata in Serie D, poi nella militanza comune alla fine degli anni settanta nella Democrazia Cristiana, dopo nella Lega di Serie C della Figc dove fu eletto consigliere federale, successivamente assessore regionale all'Urbanistica attento sempre alle esigenze della città e degli Istituto Autonomo Case Popolari negli anni novanta e anche nella memorabile giornata inaugurale da sindaco nel 1978 dello Stadio Santa Colomba nella città di Benevento.
Negli anni Duemila mi individuò quale suo successore alla presidenza dell'Udc provinciale.
Avrebbe potuto, se l'avesse voluto, continuare a scrivere pagine di storia per il resto della sua vita, passò invece il testimone alla figlia Erminia capace di continuare e perpetuare la grande tradizione familiare del papà e del nonno".

comunicato n.155700



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