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Benevento, 09-03-2023 13:03 ____
In Consiglio provinciale il presidente Lombardi attacca il presidente di Confindustria Vigorito dopo le accuse mossegli sul diniego delle pale eoliche
In testa a San Pio penso si possa e si debba mettere un'aureola piu' che una pala eolica. Noi dobbiamo tutelare l'intero territorio con le sue risorse che sono ambientali, paesaggistiche e monumentali e non solo quelle spinte dal vento... La delibera sulla Samte votata all'unanimita' ma l'Ato sembra guardare altrove
Nostro servizio
  

Alla fine della seduta del Consiglio provinciale, il presidente Nino Lombardi accoglie, per la prima volta in assoluto da quando siede sullo scranno più alto della Rocca, gli applausi, by-partisan, da parte dei presenti, dopo l'appassionata difesa delle prerogative della Provincia che è tenuta a difendere le ragioni del territorio nella sua complessità, un territorio fatto di bellezze architettoniche, monumentali, ambientali e che affida ad esse il suo sviluppo e non solo agli introiti dalle pale eoliche.
Il territorio del Sannio va tutelato dalla Provincia anche perché la Regione non si è mai dotata, al contrario di quanto si dice, di un Piano degli insediamenti eolici mentre il Piano di Sviluppo della Provincia tutela le sue preziosità.
Lombardi ha svolto questo intervento praticamente a Consiglio concluso e dopo la votazione dell'unico punto posto all'ordine del giorno e che riguarda la questione dei rifiuti.
La risposta è stata data all'intevento di Oreste Vigorito fatto all'Assemblea di Confindustria, senza contraddittorio, ha detto Lombardi dallo scranno di presidente e poi nella interlocuzione con giornalisti ed amministratori e dirigenti del dopo Consiglio.
Non è possibile stare per mezz'ora a parlare delle sue necessità ed a dare patenti di competenza e di buona amministrazione a chi è stato invitato ed è seduto in platea senza la possibilità di ribattere alle cose che ha detto.
E così Lombardi il sassolino, la pietra, dalla scarpa se l'è tolto oggi, dal suo scranno istituzionale.
Gli faceva troppo male sopportarlo oltre.
Ha cominciato parlando dell'attenzione ai reticoli fluviali principali e secondari che rappresentano lo sviluppo e crescita del territorio, uno sviluppo che non è solo vento (l'argomento caro a Vigorito che è imprenditore dell'eolico ndr), quello del vento era semplicemente mitologico.
Per noi il territorio è anche patrimonio ambientale e culturale e lo vogliamo difendere dalle aggressioni.
Le energie rinnovabili sono utili ma devo trovare spazio nel rispetto del territorio.
Le comunicazioni rese sono state più euforiche che lucide, ha ancora detto il presidente.
Il piano energetico la Regione Campania non ce l’ha e la Provincia può dunque autonomamente individuare dove non si possono insediare questi impianti, come nel caso di Pietrelcina dove c'è un netto e deciso diniego.
In testa a San Pio, ha detto con efficacia rappresentativa Lombardi, penso si possa e si debba mettere un’aureola più che una pala eolica.
Tornando ai reticoli, ha concluso Lombardi, ci sarà la nostra attenzione per l’utilizzo degli inerti fluviali facendo così crescere il tessuto imprenditoriale del Sannio.
Per tutto il resto, le dichiarazione populiste non mi appassionano.
Nel gruppetto che si è poi formato a fine Consiglio con il presidente Lombardi, giornalisti presenti, c'è stato chi, personaggio autorevole, ha ricordato che tutto l'ossequio smisurato a Vigorito è cominciato con il sindacato di Fausto Pepe, quando per evitare che andasse via da Benevento e che con la sua uscita di scena crollasse la gestione del calcio ad alto livello, tutto questo dopo le contestazioni per le vicissitudini della squadra di cui è proprietario, il Benevento Calcio appunto, e la protesta di una cinquantina di persone sotto Palazzo Mosti, Pepe pensò di legarlo definitivamente alla città intitolando lo stadio cittadino al fratello di Oreste, a Ciro Vigorito, da poco, in quegli anni, prematuramente scomparso.
Insomma, Lombardi il sasso in piccionaia lo ha lanciato ed è stato un sasso dal peso considerevole e che ha mosso o rimosso molta acqua intorno a sé.
Tornando alla seduta consiliare, essa ha avuto inizio alle ore 11.40 ed è finita alle ore 13.00.
Alla chiama del segretario generale, Maria Luisa Dovetto, hanno risposto in 9. Due gli assenti: Raffaele De Longis e Nascenzio Iannace.
Solo uno il punto posto all’ordine del giorno, residuato dalla seduta di lunedì scorso: "Trasferimento della dotazione impiantistica dedicata al ciclo integrato dei rifiuti per effetto dell'art.40, comma 3, della Legge Regione Campania n.1412016 e connesso trasferimento per intero della quote della società in house Samte s.r.l. all'Ente di Ambito della Provincia di Benevento ovvero ad altro soggetto pubblico in conformità alle vigenti norme in materia di servizi pubblici locali, per effetto dell'articolo 25, comma 8, della Legge Regione Campania n.14/2016, in correlazione all'art.33 del D.Lgs. n. 201/2022. Determinazioni".
Ad aprire i lavori è stata la relazione del dirigente Nicola Boccalone che ha ripercorso, seppur a grandi linee, la storia della gestione dei rifiuti nel Sannio, a partire dalla norma del 2009 che sostanzialmente ha dato corso alla costituzione della Samte a Benevento e così in altre province.
Il legislatore è intervenuto per porre fine alla fase emergenziale dei rifiuti anche costituendo società provinciali per gestire l’intero ciclo.
Poi si è passati all’Ente d’Ambito (Ato).
La quotidianità è però portata avanti e garantita, in assenza di decisione dell'Ato, fino all’ingresso del nuovo gestore.
Intanto, del Piano dell’Ente d’Ambito non c’è traccia e la Regione, anche in presenza di quelli preliminari, ha sancito che gli Ato medesimi possono acquisire le società provinciali e con loro l'impiantistica.
Con questo assetto normativo la Samte viene recupera finanziariamente in bonis.
Essa era stata messa in liquidazione, ha proseguito Boccalone, non solo per squilibri economici ma anche per la mancanza di prospettiva rappresentata dalla gestione degli impianti la cui mancanza non consentiva di lavorare.
Il 3 febbraio c’è stata la revoca dello stato di liquidazione e la Regione ha chiesto che entro il 30 marzo bisogna chiudere con la scelta del gestore altrimenti la gestione medesima del servizio potrebbe essere affidata all'esterno.
Il valore della Samte è stimato in 235mila euro da parte della società di valutazione. Questa relazione di stima e di consistenza economica è passata ai revisori che l'anno visionata e dato il via libera alla deliberazione di quest'oggi.
L’Ente d’Ambito, peraltro, conferma nel suo Piano, che la società è il soggetto vettore Samte.
Dopo di oggi tutta la problematica appartiene però all'Ente d'Ambito.
Ad intervenire a questo punto, introducendo la discussione alla presenza del presidente e di un componente del Collegio sindacale (nella quarta foto in basso), è stato il presidente Lombardi il quale ha detto che oggi trasferiamo definitivamente la Samte e l’impiantistica all’Ente d’Ambito.
Giuseppe Ruggiero, consigliere provinciale del Pd, ha ribadito che si legge nel Piano dell'Ato che si fa esplicito riferimento alla Samte per gestire il ciclo dei rifiuti.
Il Piano dice una cosa, ma la volontà amministrativa a quanto pare vorrebbe fare altro.
Oggi noi decidiamo di cedere l’impiantistica ma questo settore potrebbe ritornarci indietro se l'Ato determinasse altro.
I rifiuti stanno diventando una cosa fuori dal mondo ed anche noi non riusciamo a dare un nome a tutto ciò.
Stiamo parlando di un morto che peraltro è senza eredità e quindi non ci impone di azzuffarci tra noi per dividerci le ricchezze ma nonostante ciò è da mesi che ne discutiamo, ha proseguito Ruggiero.
Dall’altra parte parliamo se lo vogliono prendere questo morto o no.
Peraltro, a distanza di 5 anni, da un punto di vista delle indagini, ancora non sappiamo chi abbia incendiato lo Stir e quindi parlare di disastro della politica dei rifiuti è inopportuno.
Sta tarantella va avanti da almeno 3 anni.
Prima non c'era il Piano poi sono uscite le linee di indirizzo. Ma può essere mai che una situazione possa degenerare in questo modo?
Voglio comprendere, ha detto ancora Ruggiero, ogni forma di accordo dal campo largo al campo stretto ma l’assenza della Regione non la possiamo più tollerare.
E se dopo aver passato l'impianto all'Ato esso ci ritorna indietro perché sgradito?
Siamo ad una vicenda ridicola.
Questo Sannio manifesta oramai arretratezza e provincialità su tutto.
Ci imballiamo sui rifiuti, sull'acqua, sulla Camera di Commercio.
Non andiamo avanti su niente.
Mi pare ‘a pazziella mmano ‘e creature. Un Ente, l'Ato, che deve fare solo questo, sta creando tutti questi problemi da tre anni. E' una vicenda veramente imbarazzante.
La Regione deve intervenire ed anche con un commissariamento perché così non si può continuare ed anche a tutela nostra perché si tenga conto che la gestione dei rifiuti non è competenza della Provincia, ha concluso Ruggiero.
Claudio Cataudo ha ribadito che va evidenziato il ritardo con cui l’Ente d’Ambito agisce.
Lunga la fase di stallo e si è perso troppo tempo.
Sulla Samte, è vero, che c'è la problematica dell’incendio ma la società è tornata in bonis anche grazie ai fondi del Comune di Benevento.
In questo caso, non c'è stata una grazia ricevuta ma solo un atto dovuto.
Ora entro il 30 marzo va fatto per legge il trasferimento delle competenze ma bisogna mettersi d'accordo su cosa fare.
Le responsabilità politiche su chi gestisce ci sono. Peraltro non ci sarebbero nemmeno i tempi per fare una nuova società e dunque la mancanza di chiarezza aumenta.
Oggi facciamo un trasferimento dovuto ma regna la massima confusione e c'è l'incognita del futuro.
Bisogna muoversi anche per evitare tasse sui rifiuti così elevate. Chiarezza da fare anche sulla gestione delle discariche dimesse.
Anche oggi, ha concluso Cataudo, l'assenza dei rappresentanti dell'Ato in Consiglio, è un atto di scortesia istituzionale o come si dice spesso oggi, di sgrammaticatura.
Antonio Capuano nel suo intervento ha detto di partire dal lavoro fatto da questa Amministrazione quando ha ripreso il problema che si trascinava da anni. Noi abbiamo preso il toro per le corna per riportarlo nella direzione giusta.
La stessa Samte ha fatto un'azione di recupero nei confronti di Comuni che non pagavano perché non ricevevano il servizio.
Poi gli stessi Comuni hanno dovuto pagare ma solo perché costretti da una sentenza della magistratura che dava loro torto.
La Samte dunque è andata in bonis e così l'impiantistica poteva essere anche passata all'Ato che pare però che voglia costituire una nuova società ma se doveva fare in 60 giorni un Piano e non lo ha fatto, come può fare una società in così pochi giorni?
Sono preoccupato, ha concluso Capuano. La Regione, che ha prodotto tanta incertezza, intervenga con il commissariamento perché quest'Ato non ha prodotto nulla e ci è costato oltre 100mila euro all’anno senza nessuna giustificazione. Cosa ne hanno fatto di questi soldi?
Di questo nessuno ne ha parlato.
Raffaele Bonavita ha detto che sulla questione c’è veramente tanta confusione.
Ato e Provincia siamo sempre noi, Enti di secondo livello retti dall’Assemblea dei sindaci.
Questo è un atto dovuto. Il tema dei rifiuti è complesso, ma meno sentito di quello dell’acqua su cui è facile fare populismo, tranne poi quando arriva la bolletta della Tari.
I tempi per costituire una nuova società non mi pare ci siano. Rischiamo di fare la stessa fine dell’acqua e rischiamo di subire le decisioni che ci provengono dall’alto.
Poi Bonavita ha chiesto: I 235mila euro che dovrebbero essere pagati per la Samte, andranno poi ai Comuni? E il costo della perizia della Kpmg a carico di chi è?
Della Samte, ritengo, non certamente dell’Ato.
Non so nemmeno se le procedure possano essere avviate con altre società che non sia la Samte. E' opportuno a questo punto convocare l'Assemblea d'ambito per vedere se i 78 sindaci del Sannio la pensano come i 12 consiglieri del Consiglio d’Ambito.
Alfonso Ciervo ha rimarcato che la Provincia porta avanti obiettivi strategici a beneficio delle nostre comunità. Su questa problematica adempiamo ad un dovere morale nel pieno rispetto della normativa.
A prescindere da quello che sarà dal 1° aprile ci dobbiamo preoccupare dell’oggi ed adempiere ai nostri atti. Domani non toccherà più a noi. Ma sarà la regione a dover intervenire.
Umberto Panunzio, in maniera pragmatica ha riferito, con detto efficace, che mentre il dottore studia, l'ammalato muore... dove il dottore sta per la politica ed il cittadino sta per l'ammalato.
Tutte queste sottigliezze sfuggono ai contribuenti e per questo mi auguro di arrivare presto all'obiettivo.
L'ultimo intervento è stato del presidente Lombardi il quale ha esordito dicendo che volendo fare chiarezza bisogna dire che andiamo verso la ottimizzazione del ciclo dei rifiuti.
Nella vita prima della Samte c'era un aggravio della spesa.
Ora dopo 7/8 anni vorremmo poter cambiare, in  meglio.
Non guardo indietro ma in avanti.
Io voglio portare a termine il processo ed è quello che stiamo facendo.
La messa in bonis non è stata fatta con un aperitivo ma con un percorso fatto anche di certificazioni, ha detto il presidente nell'intento di eliminare le preoccupazioni dell'Ato sullo stato di salute finanziario della Samte.
Il primo obiettivo è liberare dai rifiuti combusti lo Stir di Casalduni.
Quindi si deve utilizzare la discarica di Sant'Arcangelo Trimonte (in Aula è stato presente per tutto il Consiglio il sindaco Rocco Rossetti, nella ottava foto in basso) che non deve ospitare l'emergenza rifiuti della Regione Campania.
Per metterla in sicurezza ci sono ben 8 milioni di euro disponibili più 20 milioni per mettere a copertura tutto il ciclo dei rifiuti del Sannio.
La Provincia dopo aver fatto da cireneo ora vuole la normalità per raggiungere la quale bastano solo atti di responsabilità. Mi auguro che anche l'Ato possa essere portato a ragionare in tal modo. Noi abbiamo svolto il peggior ruolo, quello impopolare.
Ora stiamo dando all'Ato la possibilità di utilizzare la nostra società che peraltro è anche in possesso delle necessarie autorizzazioni ad operare.
Ha un procedimento fallimentare chiuso ed è stata valutata non da una società russa, ha detto Lombardi con una battuta, come potrebbe apparire dalla sigla che parte con la K, ne è una società che tratta dell'infedeltà coniugale, ma è una grande società di valutazione.
Dunque a nessuno permetto di fare commenti sul valore e sulla missione della Samte.
Se l'Ato non la dovesse scegliere come fanno le altre province che addirittura non vorrebbero cedere le società che hanno ricadute anche economiche, noi lo facciamo e vogliamo anche capire che fa l’Ato visto che noi di tutta questa vicenda rispondiamo alle nostre comunità.
In otto anni si poteva fare un Piano.
Le interlocuzioni fuori luogo sono quelle da parte degli accademici che stanno intorno all’Ato, ha concluso Lombardi.
Non abbiamo nemmeno lasciato l’idea del recupero delle somme anticipate dalla Provincia per le discariche dimesse. Con questo atto trasferiamo l’impiantistica con la Samte. Consumiamo da un punto di vista politica quello che ci è stato richiesto.
Al termine dell'intervento la deliberazione è stata votata all'unanimità.
Bisogna dire, in tutto questo, che c'è anche chi ha fatto notare l'incomprensibile e non spiegabile silenzio di Clemente Mastella.
Anche l'Ato Rifiuti con il suo presidente Pasquale Iacovella, è gestito da una compagine che si riferisce al suo movimento politico.
Perché allora il leader di "Noi di Centro" non interviene?

 

 

 

 
 


 

 

comunicato n.155568



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