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Benevento, 04-12-2022 12:11 ____
"La guerra capitalista". Un libro necessario per capire i motivi, veri, della guerra in Ucraina
Il commento di Piero Mancini sul conflitto che infiamma la vecchia Europa
Redazione
  

"La guerra capitalista". Un libro necessario per capire i motivi, veri, della guerra in Ucraina.
Il commento di Piero Mancini (foto) sul conflitto che infiamma la vecchia Europa.
"Caro direttore - ci scrive - dallo scorso 24 febbraio, giorno dell’invasione, leggo articoli, analisi e seguo dibattiti.
Per non essere strumentalizzati e utilizzati come replicanti acefali è necessario un rodato senso critico e tempo per ricercare analisi di studiosi indipendenti e autorevoli.
L'ultima, pubblicata da "Contropiano", dal titolo: "La posizione della Germania nel nuovo ordine mondiale americano", è del professore emerito di Economia all'Università del Missuori-Kansas City, Michael Undson. Analista e consulente finanziario a Wall Street. Presidente Istitute for the Study of Long-term Economic Trends.
Lo studioso è, oggettivamente, autorevole. Ha una conoscenza della Storia del Medioevo europeo di alto livello. Notevole la critica al neoliberismo. Indicato come nuova religione economica di cui gli Stati Uniti sono ferrei custodi di regole e principi.
Per continuare a esercitare la pretesa egemonica, conquistata dopo la caduta del Muro, sono disposti a tutto. Imponendo sanzioni a chi non accetta più un comando venuto meno da tempo.
Sia in campo economico, che militare. Una pretesa impositiva analoga alle scomuniche della chiesa contro tutti coloro che si ribellavano al controllo economico centralizzato del papato.
Gli Usa con la guerra per procura in Ucraina e le sanzioni contro la Russia hanno disarticolato il sistema industriale e l'economia della Germania che, acquistando a buon prezzo il gas russo, sempre osteggiato dagli americani, era diventata un ricco, forte e temuto competitor sui mercati internazionali.
Il nostro Paese conosce bene certi metodi: basta ricordare il caso Mattei.
Se fossi il presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi) diffonderei l'importante analisi, non solo fra gli aderenti, per dare la possibilità di far comprendere che, oggettivamente, i liberatori di ieri, a cui siamo troppo legati per una mal riposta antica gratitudine, sono diventati arroganti e cinici occupanti.Ciò è normale: la Storia insegna che la libertà non si riceve in regalo da altri.
E' falsa se non si è capaci di conquistarla con le proprie forze.
Infatti, dalla fine della seconda guerra mondiale, l'esercito Usa occupa il nostro Paese con un centinaio di basi militari indipendenti.Di cui due, Ghedi e Aviano, fornite di bombe nucleari tattiche B-61.
Gli Usa, con continue interferenze, da anni impongono ai nostri governi, di ogni tendenza, decisioni dettate dalla dottrina economica neoliberista. La profonda analisi del professore Hudson ci fa capire che siamo uno Stato satellite a sovranità limitata: una forma di vassallaggio neo-medievale. Una subalternità coloniale umiliante. Si è partigiani sempre.
Sempre si dovrebbe combattere per la Libertà del proprio Paese, contro tutte le ingerenze politiche e occupazioni militari. Altrimenti vano è stato l’esempio e il sacrificio di chi ha donato la vita.
Tanto che, per confermare la sottomissione, chi vince le elezioni è costretto a giurare fedeltà, e chiedere la benedizione, al presidente degli Stati Uniti.
Una vergogna senza fine: barattare la dignità del popolo per un miserabile potere e privilegi, di ogni sorta, personali e per i familiari. La guerra in Ucraina ha certificato una sovranità limitata anche per tutti gli altri governi europei: gli Usa imponendo le loro scelte hanno ottenuto aiuti e consensi perfino da chi ha subito gravissime conseguenze economiche.
Drammatico paradosso, denunciato da un libero studioso ottantenne americano, innamorato della Storia e della verità.
Una dura lezione per la maggioranza degli studiosi e intellettuali europei.
Nel nostro Paese gli studiosi indipendenti, dallo strapotere neoliberista, e autorevoli, per spessore scientifico, sono pochissimi.
"La guerra capitalista", scritto dagli economisti Emiliano Brancaccio, Raffaele Giammetti e Stefano Lucarelli, con postfazione di Roberto Scazzieri, accademico dei Lincei, è un libro fondamentale che si muove nell’area del pensiero critico. Libro prezioso. In cui si analizzano i veri motivi della guerra, fase suprema dell'accentramento di capitali, fra imperialismi interdipendenti che, inevitabilmente, sono destinati a scontrarsi in modo distruttivo; e le sanzioni, protezionismo preventivo, causa di guerre e non conseguenze.
La tesi di fondo, che ha mosso gli economisti, è subito manifestata nell'introduzione: "L'evidenza scientifica supporta una legge di  tendenza verso la centralizzazione del capitale, che distrugge la democrazia e fomenta la guerra".
Lo consiglio a chi vuole capire, aiutato da chi ha la lucidità e le capacità analitiche per spingersi fino alle radici delle contraddizioni, la grande e folle tragedia umanitaria in atto in Ucraina.
Cinicamente perseguita da strutture criminali che, nell'ombra, hanno acceso la miccia.
Il libro fa strame della brutta propaganda guerrafondaia di politici bugiardi, inetti e corrotti che, favoriti dalla complicità mediatica nazionale, barano per estorcere facile consenso e, ligi servitori, ubbidire alle direttive del neoliberismo. Incontrastata spietata dittatura della finanza. Tragica padrona dei nostri destini.
Questo libro è una liberazione dalle miserie, morali e umane, che caratterizza tutta la nostra decadente e indegna classe dirigente.
Non meritiamo di non essere trattati come portatori di diritti inalienabili. Trasformati in frustrati e affannati polli da spennare e utili idioti elettorali.
Per questo, è necessario lottare come i partigiani per restare umani.

P.s. Con sorpresa e profonda tristezza ho appreso della fine del cammino di Alberico D'Auria, con cui politicamente, alla fine del secolo scorso, ho percorso un tratto di strada.
L'ultima volta che abbiamo scambiato saluti e opinioni è stato a marzo. Colto, mite e sensibile. Restato umano. Grande perdita".

comunicato n.153799



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