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Benevento, 24-11-2022 19:46 ____
Un contributo di tranquillita' ai cittadini. Questo l'intento di Gesesa che ha spiegato quello che e' successo in quelle drammatiche 48 ore
La preoccupazione, il malcontento, la delusione da parte della gente ci sta tutta, ma quello che e' poi sfociato nel dileggio non e' piaciuto affatto anche se e' evidente che la citta' si sia trovata smarrita rispetto ad evento imprevedibile, ha detto Rubbo
Nostro servizio
  

Gesesa con il suo vertice, il presidente Domenico Russo e l'amministratore delegato Salvatore Rubbo, ha incontrato le Associazioni dei consumatori ed i Comitati di Quartiere per parlare di quanto è accaduto alcuni giorni fa, oramai una settimana fa, a proposito del valore abnorme di tetracloroetilene riscontrato nell'acqua distribuita agli utenti dei popolosi Rioni Ferrovia e Libertà, del Centro Storico e di tante contrade.
Bene l'iniziativa assunta da Gesesa che ha voluto spiegare e dare la sua versione, confortata dai documenti cartacei, oltre che informatici, resi disponibili a tutti, dei fatti consistenti essenzialmente nella corrispondenza e nelle analisi effettuate.
Non benissimo quanto a partecipazione degli invitati perché le assenze ci sono state e non poche.
L'incontro è stato avviato dall'amministrazione delegato (ad) Rubbo, che ha subito sottolineato che la preoccupazione, il malcontento, la delusione da parte della gente ci sta tutta, ma quello che è poi sfociato nel dileggio non è piaciuto affatto.
E' evidente che la città si sia trovata smarrita rispetto ad un evento imprevedibile.
Da qui la necessità di questo incontro affinché si possa far giungere a tutti un contributo di tranquillità per il tramite di chi rappresenta i cittadini.
In questo ammasso di carte, ha proseguito Rubbo, c'è tutto ciò che è successo in quelle 48 ore.
Ovviamente, ha precisato l'ad, parlo solo ed esclusivamente a nome della società che rappresento.
La sera del 17 novembre siamo stati colpiti da un evento che è subito parso incredibile, una presenza assolutamente abnorme di teatracloroetilene nell'acqua potabile. Pur essendo forte dei miei convincimenti e sapendo bene l'accortezza che mettiamo nella gestione delle analisi, la perplessità è stata forte.
Abbiamo vissuto minuti veramente drammatici tra la lettera di Gesesa e l'ordinanza del sindaco con cui vietava l'uso umano per quell'acqua che noi distribuivamo.
Il 17 mattina c'erano stati prelievi di acqua fatti sia da noi che dall'Arpac-Asl, (che l'amministrazione ha indicato con il sostantivo: "loro") ma in due punti diversi. Noi ai pozzi e loro alla vasca di clorazione.
E qui Rubbo ha mostrato e reso disponibili i fogli cartacei delle analisi dal 29 settembre ad oggi 24 novembre.
Alle 23.00 del 17 novembre è stato prelevato un altro campione d'acqua e così alle 1.30 del 18 novembre. Il valore era di 1 su una soglia massima consentita di 10.
Il 18 novembre ancora 43 campionature ed una di queste è stata inviata ai laboratori di Gori.
Poi c'è stato, diciamo, l'ordine del sindaco per altri controlli indicati sia a noi che agli altri Enti.
A mezzogiorno sono arrivate le risultanze di Gori ed alle 14.30 quelle del laboratorio Artea. Io ero tranquillo perché tutti davano per potabile l'acqua che distribuivamo.
Poi il venerdì pomeriggio mi è stato dato l'ordine di chiudere i pozzi. L'ho fatto ma ho inviato una lettera con la quale ho precisato che per quanto riguardava Gesesa l'acqua era assolutamente potabile.
Adempiendo all'ordine ricevuto, abbiamo lascito però, improvvisamente, la gente senz'acqua.
Fortunatamente tutto ciò non è durato molto, un paio d'ore, scarse tre, perché poi è stato il prefetto ad ordinare di riaprire le condotte pur conservando, prudenzialmente, il carattere della non potabilità dell'acqua. Si è riaperta dunque la fornitura e verso mezzogiorno sono arrivati anche i dati degli organi di controllo che dicevano che tutto era nella norma e così si è tolto anche il divieto alla potabilità.
Al Comune di Benevento abbiamo mandato in totale 66 dati e tutti oscillavano tra 1 e 2 su un parametro massimo di 10.
Ma veramente, vorrei dire, c'è qualcuno che possa pensare che i dipendenti di Gesesa che hanno le loro abitazioni nelle zone servite dal pozzo di Pezzapiana possano mettere a rischio la vita dei propri cari e dei propri figli? E poi perché? A che prò?
Se poi vogliamo dire che si deve migliorare, siamo tutti d'accordo.Ma questo è un altro film.
Il presidente Domenico Russo ha ribadito la correttezza di Gesesa sia nella gestione dell'emergenza che delle procedure.
A queto punto ci sono stati degli interventi da parte delle Associazioni e Comitati invitati e presenti in sala.
Gabriele Corona ha fatto notare come resti la problematica del teatracloroetilene nell'acqua e che sono state carenti le comunicazioni rese.
Il presidente del Comitato di Quartiere Centro Storico, Luigi Marino ha fatto notare come nelle note inviate è stato come quasi si temesse di usare la parola teatracloroetilene visto che non è stata mai usata, né la percentuale di sforamento dei parametri, nemmeno nell'ordinanza con cui veniva vietata la potabilità dell'acqua.
Riccardo Trotta, infine, del Comitato Pezzapiana si è dichiarato parzialmente soddisfatto perché risposte definitive su quel valore altissimo non ce ne sono state.

 

 

 

 

 

comunicato n.153604



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