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Benevento, 20-11-2022 15:07 ____
Domenico Matera ospita il vice ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli e fissa due obiettivi da cogliere: la Regione ed il Comune capoluogo
Quando nel 2018 sono arrivato a Fratelli d'Italia c'erano 7 tesserati, oggi ci sono oltre 60 amministratori comunali. In sala anche alcuni sindaci. Il vice ministro gli da' manforte e sottolinea: Il peggiore male di questa regione e' il suo presidente De Luca
Nostro servizio
  

Un nostro amico di vecchia data, da sempre nel Centrodestra, ci ha chiesto una opinione, da vecchio osservatore dei fatti della politica sannita, rispetto alle presenze riscontrate alla manifestazione di Fratelli d'Italia che fino a ieri, anche poco prima del 25 settembre, avrebbe riscontrato non una presenza massiccia come quella di oggi.
Ed allora, ci ha detto questo amico, quante quaglie conta?
Abbastanza, abbiamo risposto, ma è "naturale" che sul carro del vincitore tentino di salire quelli che pensano ai fatti propri ed al massimo a quelli di famiglia pur non avendo nessuna attinenza con il movimento politico e con i valori che esso esprime o rappresenta.
Il nostro amici ha annuito... pensava la tessa cosa, evidentemente.
L'occasione per questa riflessione è stata data dalla presenza del vice ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, giunto a Benevento per discutere sul tema: "Il Sannio, l'Italia e le sfide del mondo globale", presenza che ha richiamato un folto numero di partecipanti.
In verità Ciriello non ha mai fatto mancare la sua presenza a Benevento, ricordiamo noi, anche quando i momenti non erano così esaltanti come quelli del dopo elezioni politiche dello scorso settembre.
Ad aprire i lavori, è stato Alessio Scocca il quale ha sottolineato come oggi possa essere considerata la giornata della ripartenza per Fratelli d'Italia che si dota anche di una sede, una rinascita per stare con gli amici di sempre ma anche con i nuovi che continuano ad arrivare.
Domenico Matera, il senatore del territorio, ha detto di sentirsi onorato del fatto che una delle prime uscite importanti del vice ministro Cirielli sia stata proprio indirizzata a Benevento.
Cirielli, quello che per me è un ministro degli Esteri, è stato l'artefice di un riscatto politico del Sannio in questa ultima competizione elettorale. Devo a lui la scelta, le interlocuzini ed il posto in lista che mi ha poi consentito l'elezione.
Soffriamo, ha proseguito Matera, di un gap infrastrutturale e riteniamo si debba utilizzare la ventilata autonomia proprio per recuperare il dislivello.
Poi il senatore ha sottolineato gli attacchi che sta subendo il suo partito e la sua leader Giorgia Meloni.
La Sinistra e certa stampa ci stanno attaccando, ma ce lo aspettavamo, Ciò nonostante andiamo avanti per portare a compimento i nostri programmi. Ci sarà il tempo necessario per concretizzarli.
Poi Matera ha parlato del Sannio e della presenza a questo incontro con Cirielli, di una serie di sindaci.
Ne ha citati qualcuno: San Lorenzello, Sant'Agata dei Goti, Arpaia, Fragneto Monforte e Fragneto l'Abate e poi tante rappresentanze per altri Municipi. Nutrita quella di San Giorgio del Sannio.
Tutti questi amministratori locali diventeranno centrali e protagonisti, poi però dobbiamo passare a porre attenzione alla città di Benevento. Il tempo lo abbiamo.
Matera ha voluto salutare anche i personaggi storici della Destra sannita a cominciare da Salvatore Colatruglio, a Fernando Petrucciano a Franco Cuomo, persone che ci sono state vicine, ha detto Matera, con l'umiltà di sempre.
Il senatore ha sottolineato di essere arrivato da non molto in Fratelli d'Italia, dal 2018, ma tutti mi hanno fatto sentire subito in famiglia.
Nel 2018 eravamo in 7 ad essere tesserati, poi siamo passati a 250 ed oggi siamo oltre 350.
Io ero l'unico sindaco di Fratelli d'Italia mentre oggi contiamo oltre 60 amministratori comunali.
Non avevamo punti di riferimento nemmeno negli Enti strumentali.
Tutto questo dovrà consentirci di fare quello sforzo in più che ci consentirà, nel 2025 a far partire da Benevento la spallata finale per De Luca, presidente della Regione.
Qui De Luca è venuto spesso e ci sarà nuovamente tra un paio di giorni, ma tranne qualche burla e qualche taglio di nastro, di più non ha mai portato.
Per lui abbiamo dovuto coniare il termine negativo di salernocentrismo in aggiunta al napolicentrismo e mi dispiace dirlo perché il nostro ospite, Cirielli, è proprio salernitano, ma De Luca ha abbandonato questo nostro territorio.
Soffrono grandemente gli Ospedali "Rummo" e "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" ed è anche di questo che ci dobbiamo occupare.
Fratelli d'Italia, ha concluso Matera, ha la seconda percentuale più alta in queste elezioni politiche.
I vertici del partito sono molto esigenti e non possiamo fare brutte figure.
Datemi una mano a non farle.
A questo punto un breve indirizzo di saluto è stato portato dal presidente della Provincia per il tramite del consigliere provinciale Antonio Capuano, oggi fervente mastelliano, ma di origini certe della Destra e chi lo ha visto seduto in Aula, prima che specificasse la sua presenza, ha pensato: Eccolo qui il figlio del viandante...
A prendere la parola, a seguire, è stato quindi il vice ministro Ciriello che sul piano umano ha detto di essere molto orgoglioso della elezione di Matera in un partito come il nostro che premia il merito ed è stata data così la dovuta rappresentanza politica ad una zona di grande importanza.
La verità, ha detto Cirielli, è che il vero problema di questa regione è il persidente De Luca. E' di lui che dobbiamo liberarci.
Noi facciamo il possibile e dopo un mese e mezzo dalle elezioni i sondaggi portano Fratelli d'Italia a ben oltre il 30% (alle elezioni aveva ottenuito il 26% ndr) e Meloni vola con un gradimento da parte del 50% della popolazione.
Siamo stati scelti per cambiare le cose rispetto a Governi egemonizzati dal Pd che ha avuto più ministri che parlamentari negli ultimi dieci anni.
Questi personaggi sono quelli che parlano sempre contro di noi ma con l'ultimo governo Berlusconi abbiamo lascito un debito pubblico pari a 1.800 miliardi di euro, oggi, dieci anni dopo, siamo a 2.800 miliardi.
Questo per dare l'idea di chi siamo stati governati ed in mano a chi siamo stati.
Cirielli non si è sottratto dall'affrontare un argomento importante, quello dell'autonomia differenziata che è allo studio del ministro Calderoli.
Il progetto è antico e parte da lontano con le sperequazioni che si sono concretizzate tra Nord e Sud negli ultimi quindici anni grazie alla riforma della Costituzione, del titolo V, voluta dal Pd.
Quella riforma sciagurata, con la nota legge Delrio, ministro del Pd, ha cercato di distruggere le Province ma in pratica ha solo tagliato fuori il popolo che non elegge più i propri rappresentanti. Non li elegge i propri rappresentanti ma essi ci sono e governano ed i presidenti oggi vengono anche pagati.
In pracedenza c'era il fondo rotativo che veniva investito nel Sud per le scuole e le strade.
Con la riforma della Costituzine non c'è più ed allora chi ha condannato il Sud alla marginalità?
E' stato il Pd, sempre loro.
Ora dicono che tra dieci anni il Sud sarebbe nel fango con la riforma Calderoli. Ed oggi perché, dove stiamo, non nel fango?
Non amo particolarmente le autonomie, ha proseguito Cirielli, ma se un  territorio è bravo a gestire un determinato settore, è bene che lo faccia.
Lo Stato non dovrebbe tagliare alle regioni virtuose che fanno bene, ma impedire che gli incapaci, come è De Luca in Campania, danneggino i cittadini.
Qui da noi siamo quelli che hanno una aspettativa di vita di 3 anni in meno rispetto agli altri territori.
Riformando il Titolo V bisogna allora togliere a chi è incapace, ritornandolo allo Stato e premiare chi è bravo.
Nella gestione della pandemia a parte le scene teatrali di De Luca, che hanno invece conquistato i cittadini che lo hanno rieletto, la Regione Campania è stata la peggire in tutta Italia quanto a morti, altro che sceriffo.
Fratelli d'Italia rappresenta il 30% dei parlamentari e garantiremo con essi che al Sud non venga tolto nulla.
Io sono un militare (è ufficiale dei Carabinieri ndr) e la guerra Nord contro Sud o viceversa, non l'accetto perché l'Italia è una sola e chi ha portato il Sud nel fango, non ha diritto di parlare.
Al voto politico sono andate persone che non hanno votato nemmeno per le comunali ma a settembre scorso hanno votato per i 5 Stelle perché percettori del reddito di cittadinanza.
Lo Stato deve aiutare i poveri e non abituare i giovani a non fare nulla ed a ricevere l'assegno a casa. Peraltro quelli che spendiamo sono soldi a debito, visto che non ne abbiamo di nostri.
Noi però siamo la Destra sociale e non abbiamo mai lasciato indietro nessuno, ha concluso Cirielli.
Stiamo in Europa ma senza fare i maggiordomi a nessuno. Giorgia Meloni se non porta a compimento il suo programma, se ne torna a casa, statene certi e non farà inciuci come il Pd o i Cinque Stelle per rimanere a galla.
Ultimato l'intervento del vice ministro, ci si è poi spostati a via Perasso dove c'è stata la inaugurazione della nuova sede del partito ed il brindisi beneagurante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.153499



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