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Benevento, 13-11-2022 08:36 ____
Nei giorni in cui la Destra ha iniziato a guidare l'Italia quasi per istinto il mio pensiero, in queste ore, e' ritornato al tuo ricordo
Non so, sinceramente, cosa avresti detto qualora ti saresti trovato in vita, nel vedere al governo del Paese quel movimento politico in cui hai creduto con tutto te stesso, scrive Peppino De Lorenzo di Generoso Simeone
Nostro servizio
  

Peppino De Lorenzo, in questa occasione, nel momento in cui la destra, a seguito di un vasto consenso popolare, assume la guida del Paese, scrive una simbolica ed accorata lettera aperta a Generoso Simeone (foto) che, in vita, qui da noi, fu uno dei più autorevoli rappresentanti, appunto, della Destra.
"Generoso carissimo, nei giorni in cui la Destra ha iniziato a guidare l'Italia, non so perché, ma, quasi per istinto, il mio pensiero, in queste ore, è, più volte, ritornato al tuo ricordo.
Ho ritenuto, allora, di non preparare il consueto articolo di circostanza, talvolta espressione di estetica e non di sentimento, ma scriverti una lettera come se tu fossi ancora con tutti noi.
Non so, sinceramente, cosa avresti detto qualora ti saresti trovato in vita, nel vedere al governo del Paese quella Destra in cui hai creduto con tutto te stesso.
Tu ideasti i Campi "Hobbit" e trattasti quelle tematiche di cui oggi tanto si parla e che, a dire dei diretti interessati, dovrebbero, a breve, offrire un volto nuovo all'Italia.
Nell'articolo di apertura de "L'Alternativa", periodico di politica e cultura, che ospitò le firme di Marcello Veneziani, Marco Tarchi, Pasquale Viespoli, Gennaro Malgieri e tanti altri, già allora tu scrivevi: "Non è più possibile restare alla finestra e guardare un mondo che va in rovina, una civiltà che viene distrutta... ci vuole una politica di intervento, una politica che incide, qualifica, chiarisce, una politica che graffia e che colpisce, una politica di alternativa globale... che faccia balenare un mito ed un'idea per le nuove generazioni, capace di affascinare e trascinare per la creazione di un nuovo ordine sociale. L'Europa si unisca e torni al suo primato di civiltà".
Tematiche che si adattano, perfettamente, ad oggi che, prima dei sopravvenuti contrasti, siamo al 1978, con l'allora segretario del Msi, Pino Rauti, quando decidesti di lasciare il palcoscenico politico nazionale e ritornare nella nostra città, furono il tuo pane quotidiano.
Di te, Generoso, credimi, ho un ricordo molto bello e la tua elevatura politica ti portò ad essere mio amico  anche se le nostre ideologie fossero opposte.
Quando approdai in Consiglio comunale, in reiterate occasioni, non mancasti di difendere le mie rivendicazioni su "Segnali", giornale da te ideato.
E da quest'ultimo vide la luce uno dei miei primi libri che tu mi incitasti a dare alla stampa, "Ribelle per caso".
Da "Segnali" nacque, poi, il movimento politico "Partecipazione" che, con una vittoria storica, portò Pasquale Viespoli a diventare sindaco della città.
Ricordo le lunghe ore trascorse insieme nella tua redazione in via Cassella e mi sembra di rivedere, ancora oggi, il portacenere sempre stracolmo di cicche, residuo delle tante sigarette che fumavi.
Quella tua passione politica, genuina e sincera, tuttavia, mi sia concesso, fu sfruttata e non capita.
Conoscesti, infatti, la tristezza dell'irriconoscenza e, con il tuo galantomismo, ti facesti da parte, in silenzio, senza clamori.
Sino al giorno in cui, d'improvviso, un accidente vascolare non ti dette scampo e ti condusse alla tomba il 29 ottobre 2000, a 56 anni".

comunicato n.153332



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