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Benevento, 23-11-2020 19:06 ____
Il sindaco Clemente Mastella dichiara "guerra" alle Case dell'Acqua che vendono quanto fornito da Gesesa, nulla di piu'
In casa l'acqua arriva con una tariffa che e' intorno ad 1 euro per mille litri di acqua mentre alla casa dell'acqua, che vende ogni litro a 5 centesimi, il costo "tariffario" sale a 50 euro, sempre al metro cubo. Una differenza enorme!
Nostro servizio
  

Il sindaco Clemente Mastella ha deciso di dichiarare "guerra" alle Case dell'Acqua (nella foto la struttura a Capodimonte ma ce ne sono delle altre in città).
E' una vicenda datata, gli abbiamo fatto notare, ce ne sono molte in città ma anche in provincia.
Ed io ora me ne sono accorto, ci ha risposto, ed ora intervengo.
Così ha chiesto innanzitutto al comandante della Polizia Municipale, Fioravante Bosco, di avviare subito una indagine per capire chi sono questi imprenditori che vendono null'altro che l'acqua del gestore Gesesa; perché, se queste case dell'acqua ci devono stare, non le gestisce direttamente la Gesesa; perché la stessa Gesesa non si è ribellata, sin qui, per questo inserimento in un suo preciso segmento di lavoro ed infine con quali permessi questi imprenditori stanno esercitando queste attività e se, ha aggiunto Bosco, rilasciano scontrini fiscali per l'acqua venduta.
Insomma un bel po' di domande che allo stato appaiono essere tutte più che pertinenti anche perché l'affare c'è ed è di indubbia evidenza e valenza.
In pratica quello che la gente ritira in bottiglie da un litro portate da casa, è l'acqua fornita dalla Gesesa.
Sulla condotta di quest'ultima, infatti, viene inserita la Casa dell'Acqua (in commercio se ne vendono di vario tipo, certamente anche più graziose di quelle proposte in città, ed i prezzi variano da circa diecimila euro in su.
Una spesa, un investimento, tutto sommato, di non grande portata se rapportato con la ipotesi dei guadagni.
Chi va a prendere quell'acqua la può chiedere naturale, cioè ambiente; gasata e/o refrigerata. Il costo è sempre lo stesso: Cinque centesimi di euro.
Il rapporto, sbagliato, la gente lo fa sulla bottiglia di acqua comprata al supermercato.
Lì il costo varia, a seconda delle marche, ma intorno ai 25 centesimi si può avere una buona acqua in bottiglia da un litro e mezzo.
Visto che la casa dell'acqua la offre a 5 centesimi, il risparmio appare essere notevole ed evidente e quindi i cittadini vanno, forniti di cassette piene di bottiglie vuote che provvedono a riempire.
Ma non è così perché il raffronto non va fatto con l'acqua in bottiglia venduta nel supermercato ma con l'acqua della casa dell'acqua che è fornita da Gesesa.
In pratica è la stessa acqua che scorre dai rubinetti di casa con l'aggiunta di anidrite carbonica in gas solubile in acqua (un toccasana per lo stomaco) se la si vuole frizzante ovvero di refrigerazione se d'estate la si vuole fresca. Tutto qui.
Tutte cose che si possono ottenere anche con il frigo di casa.
Ma il guadango dove sta?
Quell'acqua la Gesesa, così ci hanno detto i funzionari da noi interpellati, la vende a poco più della tariffa domestica, che è di 1 euro circa al metro cubo.
Alle categorie commerciali l'acqua viene venduta a poco più.
A ciò va aggiunta la eventuale eccedenza se il consumo è notevole ma comunque, ci è stato detto da Gesesa, ben difficilmente, tutto compreso, va sotto i due euro al metro cubo.
Da notare che noi non stiamo parlando di costo al litro, come fa la Casa dell'Acqua, ma al metro cubo ed un metro cubo è composto da ben 1.000 litri di acqua.
Per farla breve chi va a rifornirsi alla casa dell'acqua la paga a 50 euro al metro cubo in luogo dell'euro o poco più della tariffa di casa.
Un guadagno enorme per chi gestisce queste casette e Mastella vuole allora sapere chi sono questi che si stanno arricchendo con la "sua" acqua.
A noi sembra che qualciosa, in percentuale, viene lasciata sul territorio dagli incassi ed a seconda di dove viene posizionata la casa dell'Acqua.
Talvolta essa sta in spazi privati (nell'ultima foto in basso è nella proprietà della chiesa del Sacro Cuore dei padri Cappuccini), e lì viene o verrebbe (i contratti non li abbiamo visti) elargita una percentuale così come si fa per i Comuni della nostra provincia che autorizzano, ma lucrano anch'essi, almeno alcuni.
Una statistica completa non è stata mai stilata.
Comunque sia, acquistare l'acqua ad 1 euro al metro cubo e rivenderla a 50 euro, sempre al metro cubo, è un bell'affare e senza che muti nulla nelle caratteristiche dell'acqua medesima.
Se è potabile, e lo è, questo lo dichiara necessariamente il gestore che è la Gesesa anche se, in aggiunta, dinanzi alla facciata della casetta dell'acqua è affisso il resoconto di un laboratorio di analisi.
Non ci può essere contraddizione in questo perché Gesesa non può assolutamente vendere acqua che poi altri rendono potabile.
Mastella ha ordinato una indagine.
Vedremo come andrà a finire e se essa si fermerà lungo la strada...
Tutto negativo, dunque?
No, l'aspetto positivo c'è ed è rappresentato dal fatto che con l'attingimento dalla casa dell'acqua si evita di produrre bottiglie di plastica che poi devono essere buttate in quanto si va con bottiglie proprie e che molto spesso sono di vetro e quindi multiuso.
E questo è l'unico aspetto positivo di tutta la vicenda.

 

 

comunicato n.136375



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