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Benevento, 05-11-2018 19:17 ____
Cinque sindaci lungimiranti hanno dato una grande opportunita' al territorio sannita qualificandolo come Citta' Europea del Vino 2019
Intorno a questo riconoscimento primo incontro per cercare di costruire un progetto che vada oltre i dodici mesi del prossimo anno e produca un incremento di turisti e di produzione di bottiglie di vino
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Alla Camera di Commercio si è cercato di entrare nel vivo del discorso organizzativo relativo alla gestione del riconoscimento, dato ad una parte del territorio provinciale, che è stato identificato come Città Europea del Vino 2019.
Il 10 ottobre scorso, a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo e il 12 ottobre a Parigi nella sede dell'Hotel de Ville, ha ricordato Floriano Panza, sindaco di Guardia Sanframondi e tra i principali protagonisti di questa avventura conclusasi, sin qui, con un lieto fine, l'Associazione Recevin, alla quale partecipano 800 Città del Vino Europee, ha riconosciuto ai Comuni di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso il titolo di "European Winem City 2019-"Falanghina Sannio".
Oggi quei cinque Comuni "costituenti" sono diventati 23 (c'è anche Ceppaloni, ha detto a questo punto la senatrice Lonardo e Panza ha risposto: E' una affermazione un po' eccentrica, ma va bene così...).
I lavori sono stati aperti da Aurelio Grasso, vice presidente della Camera di Commercio che ha parlato dei cinque, come sindaci lungimiranti nel dare una grande opportunità al territorio sannita.
Questa opportunità, potrà trasformarsi in un successo se tutti i soggetti in campo crederanno fino in fondo in queste progetto.
Floriano Panza ha detto che questo incontro è il primo convocato con lo scopo di costruire il progetto definitivo della Città del Vino 2019.
Paolo Corbini, vice direttore dll'Associazione "Città del Vino" ha confermato che questo riconoscimento è stato fermamente voluto da questo territiorio ponendo così il Sannio nel vivo della sua riconoscibilità anche al di là del vino.
Corbini ha anche anticipato che le buone pratiche del prosecco di Valdobbiadene, si pensa possano essere trasferite anche al Sannio: Il Sannio chiama Prosecco risponde.
Floriano Panza riprendendo nuovamente la parola ha parlato di un evento che risale a 25 anni fa ed in tutto questo tempo è toccato due volte all'Italia il riconoscimento: A Marsala ed a Conegliano-Valdobbiadene.
Nel momento in cui ha cominciato a circolare la voce di questo riconoscimento giunto al nostro territorio, sono giunte anche le prime richieste di Comuni che vogliono contattarci per chiederci di fornire loro la nostra esperienza senza sapere che qui è ancora tutto da scrivere, anche se possiamo contare su un passato importante.
Oggi di Falanghina se ne producono 10 milioni di bottiglie e 1,5 milioni a spumante.
Abbiamo però possibilità di crescita enormi se solo si pensi che a Valdobbiadene, nel 2016, prima del titolo di Città Europea del Vino erano circa 6milioni le bottiglie prodotte. Ora sono circa 600 milioni, una enormità.
Con gli anni il territorio si è saputo muovere contando anche su tutte le Istituzioni europee del territorio e raggiungendo il traguardo di circa 180mila presenze in più ogni mese.
Noi qui organizziamo 120 eventi nell'arco dell'intero 2019.
Panza ha concluso dicendo che anche i Comuni devono fare il loro lavoro a cominciare dal recepimento delle istanze nel Piano Urbanistico Comunale affidando grandi competenze alla Polizia Rurale.
Importante è poi il ruolo della ricerca e dell'Università.
Altrove non ci si muove se non insieme e dunque il nostro lavoro ora è di coinvolgimento anche dei cittadini e degli agricoltori.
Da oggi si comincia a scrivere il progetto esecutivo.
Nicola Matarazzo ha dato onore al merito dei sindaci che in molti avevano considerato visionari.
La conoscenza della qualità del prodotto, ha prosegfuito Matarazzo, è a valle.
Tutto quello che si costruisce sul territorio va comunicato.
Il Consorzio, da solo non riesce e bisogna dunque agire in maniera condivisa.
Giuseppe Marotta, direttore del Dipartimento Demm dell'Università degli Studi del Sannio, ha sottolineato come nel Sannio, non avendo la Facoltà di Agraria, non ci sono determinate specialistiche.
Per un anno il Sannio sarà alla ribalta dell'Italia e dell'Europa e per questo ciascuno di noi deve fare la propria parte.
Questo riconoscimento europeo, porterà sul territorio flussi di turisti e questo è certamente un risultato ma è anche un punto di partenza e l'inizio di un progetto.
Dobbiamo però interrogarci, ha proseguito Marotta, circa quale bisogno si voglia soddisfare.
E' certamente un bisogno di conoscenza e nei cittadini non non facciamo altro che inculcare il desiderio della curiosità che dobbiamo soddisfare evitando che i cittadini vengano e poi se ne vanno delusi.
E' una occasione, questa, che non ammette repliche.
Occorre dunque lavorare sulla location, sui luoghi e sui processi e cioè su cosa mettere in moto.
Riguardo il primo aspetto, ha detto Marotta illustrando i due temi, l'elemento più importante è certamente l'accoglienza su cui è noto che abbiamo qualche lacuna e poi la mobilità.
A questo si aggiunga poi la bellezza del territorio a cui associamo la qualità dei servizi e dei beni.
La bellezza: Questa è la variabile strategica.
Riguardo poi i processi bisogna innanzitutto assumere la consapevolezza che non abbiamo ancora una offerta culturale strutturata e fruibile. Occorre quindi un cartellone unico che metta insieme tutti gli avvenimenti, anche non riguardanti necessariamente il vino.
Questo significa avere anche i siti culturali aperti, sempre, il più possibile.
Infine, c'è la comunicazione da curare a partire dal nostro interno prima ancora che all'esterno.
Manca a Benevento, è vero, come dicevo, la Facoltà di Agraria ma confido, ha concluso Marotta, che dal 2019 qualcosa possa essere migliorato.
Clemente Mastella, ha sottolineato come sia certamente apprezzabile il superamento di alcune difficoltà oggettive.
La città capoluogo è certamente compartecipe con la sua dimensione monumentale.
Se si punta ad una azione non momentanea, ha proseguito Mastella, va rivisto il catalogo degli eventi e quindi la conferma di una idea turistica.
E questo bisogna stabilirlo in un negoziato che abbia cadenza almeno annuale. Bisogna pensare non solo a quest'anno, dove ci brillano gli occhi per il risultato raggiunto, ma bisogna anche a quelli che verranno perché la ricaduta di questo riconoscimento ci sia anche per il futuro:
Antonio Di Maria, presidente della Provincia, ha dato la massima disponibilità dell'Ente per fare un percorso insieme.
Sposo la posizione di Marotta, ha detto Di Maria e bisogna ragionare insieme nell'interesse dell'intero Sannio.
Per farlo dobbiamo mettere in rete tutti gli strumenti del territorio.
Di Maria si è reso disponibile ad organizzare un Tavolo di coordinamento di tutte le risorse da investire, risorse che devono essere messe tutte insieme.
Filippo Liverini, presidente di Confindustria, ha detto che ora abbiamo una bella Ferrari ai nastri di partenza ma occorre predisporre l'autodromo dove farla correre.
Il flusso turistico ha ancora detto Liverini, bisogna veicolarlo anche appellandosi ai nostri immigrati all'estero.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

comunicato n.117337



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