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Benevento, 21-10-2014 10:01 ____
E' venuto a mancare a Roma, dove da tempo viveva ed operava, l'artista Nunzio Bibbò
Ne tratteggia la personalità professionale, un suo amico ed estimatore, Giuseppe D'Agostino
Redazione
  

Nella giornata di domenica scorsa è venuto a mancare a Roma, dove da tempo viveva ed operava, l'artista Nunzio Bibbò (foto).
Ad annunciarlo è stato Giuseppe D'Agostino amico ed estimatore dell'artista.
Lo scultore  è noto negli ambienti culturali locali e nazionali per la sua produzione di opere significative che richiamano la condizione umana con una forza eccezionale.
Da sempre, aveva manifestato l'intenzione di ritornare nella sua terra natale.
La salma giungerà a Castelvetere in Val Fortore nella mattinata di domani, mercoledì 22 ottobre, e nel primo pomeriggio seguirà il rito funebre.
"Nunzio Bibbò - scrive D'Agostino - nasce fra i contadini e i terracottai dell'Alto Sannio, a Castelvetere, il 23 marzo 1946.
Con gli artigiani inizia a manipolare l'argilla a 5-6 anni.
Nel 1961 si iscrive ai corsi superiori di scultura dell’antica scuola di Posillipo.
Per tutto il corso degli anni Sessanta Napoli diventa la sua città, vi studia, la scopre nei suoi aspetti più tradizionali e popolari.
Gli Studi dei suoi insegnanti di scultura, Tomai e Dell'Erma, sono la sede dove scoprire l'essenza del lavoro e della vita di un artista.
Nel 1964 si iscrive all'Accademia dove incontra l'insegnamento di Emilio Greco (il classicismo nella scultura moderna), Mazzacurati (la figurazione moderna), Umberto Mastroianni (l'astrattismo); ma la continuità dell’insegnamento, nella conduzione del corsi, viene garantita da Augusto Perez.
Inizia a sperimentare molti materiali: lavora l'argilla, la cera, il bronzo, producendo opere di medie dimensioni.
Trae la sua ispirazione dal Sud, dal profondo Mediterraneo, che conosce e ama, ed i suoi soggetti, Amanti, Coppie, Assemblee, Miti, Paesaggi, Guerrieri, sembrano appartenere ad una dimensione mitica, fuori dal tempo.
Comincia ad esporre a Napoli ed in altre città del Sud mentre inizia ad insegnare a Benevento.
Nel 1972 riceve l'incarico di insegnante a Brera dove accetta di restare per un solo anno; nel 1973, infatti, si trasferisce a Roma.
Roma diventa la sua nuova città dalla quale riceve sollecitazioni importanti, suggestioni che arricchiranno la sua arte. Intesse relazioni con il mondo artistico romano ma la sua indole è quella del creatore che con discrezione si apparta, vivendo esclusivamente il proprio Studio.
Nel 1975 è presente alla X Quadriennale, l'anno successivo l'Università di Cincinnati gli dedica una personale, mentre estende la sua attività creativa all'arte incisoria.
Nel 1980 il Museo d'arte di Sofia organizza una sua importante personale e gli dedica una sala permanente.
Nel 1985 è l'Istituto di Cultura di Monaco a riservargli un personale, mentre la Gallery Print Workshop di Melbourne l'organizza nel 1989.
Prende parte a numerose mostre in Italia ed all'estero tra queste si segnala la grande personale "Terrecotte e catrami" (Complesso Monumentale del Vittoriano, 2005, Roma, riproposta presso la Rocca dei Rettori di Benevento). 
Partecipa alla 54° Biennale d’arte di Venezia, Padiglione Italia nel mondo, presso il Museo Nazionale d’arte straniera di Sofia.
Fra le diverse opere monumentali create da Bibbò, la più complesse la termina nel 1988: la porta, sui temi della vita di San Paolo, per la Cattedrale di Reggio Calabria.
Dal 2000 l'artista sperimenta una nuova dimensione della scultura, realizzando un ciclo di opere che elabora con catrami, metalli di recupero e l'intervento del colore".

comunicato n.74414




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