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Benevento, 15-09-2014 19:36 ____
Il Consiglio Comunale approva altri debiti fuori Bilancio. Oramai ne mancano poco più di 2 milioni per chiudere l'intera partita
La maggioranza regge bene a questa ulteriore sollecitazione. Confronto a muso duro tra i due ex parlamentari Giovanni Zarro e Carmine Nardone
Nostro servizio
  

Nuova seduta del Consiglio Comunale di Benevento che, questa mattina, su convocazione del presidente, Giovanni Izzo, ha riguardato (ancora una volta) il "Riconoscimento debiti fuori Bilancio ai sensi del Testo Unico Enti Locali".
Il primo a prendere la parola è stato Carmine Nardone che, nel suo lungo intervento, ha ricordato come siano state le scorse Giunte, precedenti al 2006 (anno di elezione dell'attuale sindaco, Fausto Pepe) a sostenere il cambiamento della città, a differenza di quelle che sono poi venute dopo.
Egli, ha altresì espresso il desiderio che venga fatta chiarezza sull'accertamento delle responsabilità in merito agli innumerevoli debiti accumulati negli anni da parte del Comune di Benevento ed anche sul perché, un bene come Villa dei Papi, dal 2006 in poi, sia deteriorata e soffocata da oneri condominiali non più pagati eccetera (qui la proprietà è della Provincia e del Comune ndr).
Non d'accordo sui tanti punti sollevati da Nardone è stato il consigliere di maggioranza, Giuseppe Zollo, che, invece, ha ricordato i tanti debiti pagati dall'attuale amministrazione per saldare quelli vecchi contratti ed ereditati dalle Giunte precedenti.
"Nonostante il momento drammatico - ha proseguito Zollo - abbiamo riqualificato interi quartieri come il Rione Libertà ed il Rione Ferrovia.
Che cosa dovevamo fare di più?"
Più drastico è stato il consigliere di minoranza, Luigi De Nigris che, rivolgendosi agli scranni della maggioranza, ha metaforicamente detto: "Siete morti ed ancora non l'avete capito!"
Battute a parte, ha poi posto un quesito all'Assise comunale circa ulteriori 2 milioni di debiti che, al momento, risulterebbero al di fuori del piano di equilibrio.
Proprio su queste cifre, De Nigris ha chiesto delle spiegazioni al sindaco.
Fausto Pepe nel suo intervento ha cercato di dare risposte esaurienti ai quesiti posti dalla minoranza, confutando innanzitutto l'assunto che si fosse accorto con notevole ritardo che il Comune avesse questi debiti.
Non è vero ha detto Pepe tanto è che già nel 2009 ho personalmente scritto una lettera alla struttura sui debiti che continuavamo a pagare senza conoscerne l'esatto ammontare.
Erano debiti che venivano dagli anni Settanta ed erano passati indenni anche attraverso 12 anni di Commissione liquidatrice del dissesto.
Qui si parla di un quarto di secolo trascorso dalla nascita del debito ad oggi.
Abbiamo cominciato subito a pagare debiti, ha proseguito Pepe, e solo nella prima consiliatura abbiamo sborsato 23 milioni di euro.
Poi ne abbiamo riconosciuti per altri 18 milioni di euro e recentemente ed in una settimana, prima ne abbiamo riconosciuto 6 milioni e poi altri 3.600.000.
Ora ne mancano circa un paio, le cui schede stiamo approfondendo (essenzialmente sono le spese effettuate per l'emergenza neve del 2012 e per la realizzazione dello scolmatore anti alluvione al Rione Libertà).
Ma la questione è anche un'altra e cioè fare in modo che tutto ciò che è successo non abbia a ripetersi.
Abbiamo cercato di agire al meglio.
Sul personale che dovevamo fare? 
Avviare 400 e passa decreti ingiuntivi per recuperare le somme illegittimamente percepite in ragione di un contratto integrativo che non apparteneva peraltro alla nostra Amministrazione ma a quella precedente?
Su Villa dei Papi il sindaco se l'è presa con la Provincia, l'altro partner nella proprietà che gestisce anche gli oneri condominiali.
Siamo responsabili di cosa?
Che non c'è stato comunicato che dal 2007 in avanti non ci è stato detto che ogni anno c'era una perdita consistente rispetto a quanto previsto?
Certo che va fatta una questione di responsabilità.
Anche a me fa piacere sapere a chi dobbiamo questo debito fuori bilancio.
Sul Prusst: E' giusto che lo Stato chieda il rendiconto dei fondi spesi dal 2000.
Il Prusst ha gestito 16 milioni di euro solo per studi e ricerche ed è evidente che il Ministero ne chieda conto.
Infine, il sindaco ha detto: Non ci chiedete di riconoscere però anche l'irriconoscibile liddove ci sono procedure ancora aperte.
Conclusa la discussione generale il presidente Izzo ha messo in votazione l'emendamento proposto dalla maggioranza che: "Impegna il sindaco e la Giunta ad operare un'accurata revisione di ogni singola scheda di debito fuori bilancio approvata per rilevare eventuali responsabili del danno patito dall'Amministrazione comunale, ponendo in essere quanto di competenza ai fini dell'eventuale recupero delle somme come per legge; altresì si invitano il sindaco e la giunta a riferire al Consiglio un resoconto dettagliato entro il prossimo 30 ottobre e di rimettere al Nucleo di Valutazione le azioni intraprese".
Alla chiama del segretario generale hanno risposto in 26.
Di questi, 18 hanno votato a favore, 7 si sono astenuti ed 1 ha votato contro, Carmine Nardone.
Luigi De Nigris nel suo intervento, prima del voto sulla deliberazione, ha detto: Non sono il fustigatore ed il mio sacco è vuoto. Riporto solo quello che altri autorevoli esponenti delle istituzioni affermano.
Un giudice della Corte dei Conti ha tuonato contro la dirigenza influenzata dalla politica.
Liberati i dirigenti, la politica deve togliersi di mezzo.
Non può un assessore oppure un consigliere di maggioranza insistere per far fare dei lavori, magari anche necessari, senza le formalità di rito. 
Queste sono le azioni che, senza copertura finanziaria, producono poi debiti fuori bilancio.
Il dirigente Emilio Porcaro non si deve inventare niente per dare il via libera a questi ipotetici lavori (e mentre De Nigris parlava Porcaro annuiva...).
La Giunta si riunisce e gli dà le risorse e lui autorizza la spesa...
Quando è toccato a Giovanni Zarro prendere la parola egli ha espresso comunanza con le argomentazioni di De Nigris: I dirigenti ed i dipendenti devono essere autonomi dalla politica.
La differenza, infatti, c'è ed è tra chi agisce in rappresentanza del popolo e chi è al servizio del popolo.
Quindi Zarro, richiamando quanto asserito dall'opposizione, ha detto che gran parte di questi debiti che debbono essere pagati da altri, cioè da chi li ha prodotti, ce lo dovete dire prima e non subito dopo.
Qui si è alzata forte la polemica con Nardone il quale ha detto rivolto a Zarro: Non stravolgere ciò che dicono gli altri.
Zarro mantenendo una certa calma, al contrario di Nardone che si è fatto prendere dalla rabbia: Non c'è bisogno di alzare la voce. Chi lo fa è perché non ha argomentazioni da opporre.
Qui ci troviamo in un momento eccezionale, ha ancora detto Zarro, che è diverso dalla normalità e dalle situazioni future.
Ora c'è bisopgno di fare pulizia della casa e bisogfna farlo nei tempi imposti dalla legge.
Quando rientreremo nella normalità faremo le analisi preventive sulle responsabilità.
Carmine Nardone, dopo aver polemizzato con il presidente Izzo, ha chiesto di poter parlare ma Zarro ha detto al presidente del Consiglio Comunale: Non è possibile, sono dichiarazioni di voto e parla uno per gruppo e per Sil ha già parlato De Nigris (e proprio in ragione di ciò, avendo parlato Zarro a nome del gruppo del Pd non è poi stata data la possibilità d'intervenire al capogruppo Angelo Miceli che aveva chiesto di parlare).
Presidente, ha detto Zarro, lei viola il Regolamento.
E Giovanni Izzo a Zarro: Lo so e lo violo.
A questo punto, Nardone ha preso finalmente la parola per dire a Zarro che egli non ha votato l'emendamento sull'accertamento della responsabilità perché così come formulato non si approderà mai a nulla ed invece l'accertamento deve essere contestuale al riconoscimento del debito indipendentemente poi dal fatto che se la somma è frutto di una sentenza essa debba essere necessariamente pagata.
Noi siamo per la trasparenza, ha concluso Nardone e non siamo fumosi.
Nazzareno Orlando ha ricordato che oltre il 16 ottobre non si deve andare (è l'impegno che il Consiglio Comunale ha chiesto sui primi debiti riconosciuti sempre riguardo l'accertamento delle responsabilità).
Entro quella data dateci le risposte dovuto altrimenti la responsabilità di tutto diventa vostra.
A questo punto il presidente ha posto in votazione la delibera oggetto d'esame e poco dopo le 15.00, con l'opposizione uscita fuori dall'emiciclo e quindi dall'Aula, la maggioranza, con 18 voti favorevoli (uno in più del minimo necessario) ha posto la parola fine anche a questa ulteriore seduta.
Mentre tutti stavano per andare via il presidente Izzo ha ricordato che era stato presentato un Ordine del Giorno sull'Imu, primo firmatario Luigi Ambrosone, affinché, in conformità di quanto previsto dalla Suprema Corte e dalla risoluzione del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'Economia, si possano esentare dal pagamento del tributo i cittadini in possesso di fabbricati che si trovano nelle condizioni di cui alla sentenza e risoluzioni citate con il relativo rimborso del tributo pagato a partire dall'anno 2014 e relativa retroattività per gli anni previsti per legge di quanto pagato e non dovuto con il pagamento del'Imu.
L'ordine del giorno non è stato posto in votazione perché c'è bisogno di accertamenti tecnici.
Se ne parlerà in una prossima seduta del Consiglio.
Sin qui la cronaca del Consiglio Comunale.
In serata poi il deliberato, con la domanda per l'ulteriore anticipazione di 9 milioni di euro, è stato subito trasmesso alla Cassa Depositi e Prestiti nell'ultimo giorno utile.
Questi fondi servono a coprire i debiti riconosciuti nelle ultime due sedute consiliari.
I debiti mancanti si aggirano, ora, intorno ai 2 milioni di euro che si cercherà di coprire tramite il fondo di rotazione.
In questo caso il termine scade per fine anno.
Soddisfatto il sindaco Fausto Pepe per l'esito del Consiglio comunale e per la sua maggioranza che ha tenuto, anzi ha recuperato un voto in più rispetto alla precedente seduta del Consiglio.
Dello stesso avviso è Angelo Miceli, capogruppo del Pd che ha dichiarato: "Ancora una volta i consiglieri di maggioranza hanno fatto il loro dovere e hanno, con grande senso di responsabilità, consentito alla Città di Benevento di superare la difficile contingenza rappresentata dall’approvazione del nuovo piano di rientro e dai debiti fuori bilancio.
Un esercizio necessario, quest'ultimo, ma che dovrà avere un seguito da parte della Giunta in ossequio all'emendamento Pd approvato per l'analisi ed il controllo delle responsabilità dei debiti stessi.
D’altro canto ho già varie volte segnalato anche al sindaco che il ruolo del consigliere di maggioranza non è quello di ratificare acriticamente ciò che la Giunta propone e/o dispone.
Il consigliere è nella democrazia rappresentativa la forma di partecipazione del popolo alle decisioni.
In molti in Consiglio in queste  sedute  post-feriali  hanno sottolineato che da domani si apre una fase nuova di rilancio per la Città.
Invito, quindi, tutti i consiglieri, compreso me stesso, a recuperare un ruolo maggiormente attivo, diventando propositivi e, raccogliendo le istanze del territorio, a svolgere nei confronti della Città quel ruolo di indirizzo che ci compete.
Dal mio canto, insieme al gruppo Pd,  rafforzerò quel legame con il territorio che ci consentirà di poter svolgere il nostro ruolo con sempre maggior cognizione di causa.
Spero così di poter aiutare l'Amministrazione attiva nell'individuare le attuali necessità della nostra Comunità rendendomi fin da ora disponibile a collaborare con chiunque condivida la filosofia di servizio che deve caratterizzare il mandato di un consigliere sia esso di maggioranza o di opposizione".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.73212




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