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Benevento, 10-07-2014 08:58 ____
Dopo circa settanta anni la preziosa statua lignea settecentesca della Madonna delle Grazie è risalita dalla chiesa di Sant'Eligio
E' posta nella piazza di Biancano di LIMATOLA
Redazione
  

Dopo circa settanta anni la statua lignea settecentesca della Madonna delle Grazie è risalita dalla chiesa di Sant'Eligio, posta nella piazza di Biancano di Limatola, nella sua antica sede, situata nello storico tempietto di Sant'Eligio, sulla collina a ridosso del paese.
L'operosità del giovane nuovo parroco don Biagio Saiano, con l'ausilio del Comitato feste e dei volontari, ha reso possibile l'evento.
Così la Madonna delle Grazie, al termine dei festeggiamenti in suo onore, è ridiscesa dalla collina per fare ritorno, dopo un lungo percorso, che ha incluso anche la frazione San Mauro di Castelmorrone, nella sua abituale dimora.
Il sacro corteo allietato e solennizzato dalla banda musicale "Città di Tuoro", dagli iscritti al "Pio sodalizio Apostolato della preghiera" di Tuoro, dagli iscritti all'Apostolato della Preghiera di Biancano, preceduto dai volontari della protezione civile e dai vigili dei Comuni di Limatola e Castelmorrone, ha percorso le strade del paese addobbate a festa, soffermandosi, in modo particolare, presso le abitazioni degli ammalati impossibilitati a muoversi da casa.
"Il rito della processione - si legge in una nota - ha concluso una giornata di particolare fervore religioso che ha potuto godere della presenza del nuovo vescovo di Caserta, monsignor Giovanni D'Alise di recente nominato a capo della Diocesi.
Nel tempietto di Sant'Eligio, gremito di fedeli convenuti anche dai paesi vicini, alla presenza del sindaco Mario Marotta e delle autorità militari, il vescovo è stato accolto con un saluto di benvenuto a lui rivolto da Giuseppe Aragosa, che ha chiosato il breve discorso con notizie storiche sull'antico tempietto.
Come risulta da una iscrizione posta all'interno, questo fu eretto nel 1388.
Ne promossero l'edificazione alcuni cavalieri francesi i quali, per sfuggire alla fame e alla peste, che infuriava nell'inverno del 1383 tra le truppe angioine acquartierate tra Maddaloni e Caserta, si rifugiarono a Biancano, diffondendo, tra la popolazione, la devozione a Sant'Eligio Vescovo di Noyon, molto amato in Francia.
Abbandonato verso la fine della seconda guerra mondiale e caduto in rovina, fu restaurato alla fine degli anni '80 per vivo interessamento del parroco, monsignor Vincenzo D'Agostino, che profuse energie fisiche ed economiche per la realizzazione dell'opera.
Dall'archivio vescovile di Caserta risulta che vari furono i vescovi che nel tempo visitarono la piccola chiesa, tra i quali si ricordano: monsignor Bartolomeo Crisconio (nel 1647) autore del Decreto di trasferimento dei fedeli dalla chiesa di San Pietro di Limatola, non più aggibile, a quella di Sant'Eligio di Biancano; monsignor Errico De Rossi (nel 1889) che diede contributi per il restauro della chiesetta di San Michele Arcangelo, la cui facciata ancora si erge presso la fontana di Biancano; monsignor Raffaele Nogaro, il quale benedisse nel 2007 le stazioni della Via Crucis che coronano il santuario, opera voluta e realizzata alcuni anni fa da un "Comitato sagre" presieduto dal compianto Antonio Russo.
Tuttavia, il primo vescovo a celebrare Messa nel tempietto dal 1647 è stato l'attuale presule monsignor Giovanni D'Alise, al quale va la riconoscenza e l'affetto di tutta la popolazione per l'affabilità, la disponibilità e la semplicità con cui ha portato il messaggio di Cristo, uniti a gioioso spirito evangelico e sapienza biblica".

 

comunicato n.71365




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