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Benevento, 02-02-2014 08:29 ____
Signorì, ma che mi dite! Voi avete questo bel ragazzo accanto, uno pensa che è il vostro fidanzato e invece che fate, andate con un frocio?
I beneventani ancora non ce la fanno ed alla parola omosessualità compaiono sul volto un sorrisetto sornione ed un velo d'imbarazzo... Manifestazione lungo corso Garibaldi del gruppo che si batte per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali
di Eugenio Russo
  

"Cosa? Un abbraccio gratis?
Sì sì perché no, ma chi siete?
Ah ecco... No, ma noi non siamo ricchioni..."
"Signorì, ma che mi dite, voi avete questo bel ragazzo accanto, uno pensa che è il vostro fidanzato e invece che fate andate con un frocio?".
Non è tutta colpa loro, è che i beneventani proprio non ce la fanno.
Sarà retaggio sottoculturale, ignoranza oppure razzismo, ma alla parola "omosessualità" sul volto del beneventano medio compaiono un sorrisetto sornione ed un velo d'imbarazzo, quantomeno.
Sabato pomeriggio; ore 18.30.
Ci troviamo a manifesfare con gli attivisti del "Collettivo Wand-We are not different" di Benevento, un gruppo di persone, soprattutto giovani, che si batte per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.
Passeggiano in corteo, con cartelli, bandiere, sorrisi, megafono alla mano, annunciando il regalo di un abbraccio come sfida ai pregiudizi, ma le reazioni sono, in media, come quelle sopra riportate.
I ragazzi ci assicurano, comunque, che da un paio di anni la situazione è migliorata, almeno non c'è più violenza fisica.
Anche la situazione metereologica è dalla loro, ha smesso di piovere e corso Garibaldi si sta lentamente ripopolando, meglio così: la buona riuscita della manifestazione è importante anche per la presenza di rappresentanti di altri due movimenti: "Exit Strategy", associazione di promozione sociale, soprattutto in difesa di donne e minori e "I'm gay any problems?", pagina Facebook di successo, trasformatasi in reale coordinamento di azioni volte a manifestare dissenso nei confronti dell'omofobia.
All'improvviso i manifestanti vengono raggiunti da un signore che, avendoli visti dal balcone, si precipita in strada per invitarli a partecipare ad un'altro evento.
Il signore in questione è Yuri Di Gioia, della Libreria Luidig e l'altro evento è una due giorni di incontri da lui organizzata: "Questa è una manifestazione culturale - ci dice - e le battaglie che portano avanti i ragazzi rientrano pienamente nello spirito della giornata".
Il collettivo accetta l'invito e dopo poco è in libreria, dove il portavoce parla alla sala e anche alla strada, grazie ai mezzi (microfono e casse rivolte al Corso) messi a disposizione dalla Luidig.
Finalmente una reazione diversa, positiva.
Ad ascoltarli, in sala, beneventani senza sorrisetto sornione, senza imbarazzo, ma con la voglia di ragionare e far ragionare la città.

Le foto sono di Debora Maiale per "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

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