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Benevento, 26-01-2013 14:23 ____
Mino Izzo senatore deluso ma batte i pugni sul tavolo e afferma "di sentirsi ancora giovane"... Ho ricevuto un manrovescio
Sono quarant'anni che sono impegnato direttamente in politica, sicuramente la mancata candidatura non mi sollecita ad abbandonarla. Continuerò ad essere impegnato pubblicamente come attore, non come spettatore
di Simone Razzano
  

Chi pensava di vedere Mino Izzo abbattuto ed amareggiato dall'esclusione dalle liste elettorali del Popolo della Libertà, certamente è rimasto deluso.
Deluso perchè l'ormai ex senatore airolano non si fa da parte, batte i pugni sul tavolo e afferma "di sentirsi ancora giovane" laddove per gioventù non si intende esclusivamente un dato anagrafico.
Non pare pronta a chinare il capo nemmeno la sua folta schiera di amici e sostenitori che questa mattina ha affollato la segreteria politica di Izzo per ascoltare la sua versione dei fatti riguardo la presentazione delle liste elettorali e delle candidature alle prossime elezioni politiche.
"Sono quarant'anni che sono impegnato direttamente in politica, sicuramente la mancata candidatura non mi sollecita ad abbandonarla.
Continuerò ad essere impegnato pubblicamente come attore, non come spettatore", ha esordito Izzo accolto con calorosità dai suoi sostenitori presenti in sala tra i quali vanno annoverati amministratori locali, consiglieri comunali e provinciali, ma anche un altro grande escluso come Pasquale Viespoli, apparso in sala per un fugace saluto.
"Ho ricevuto un manrovescio dal mio partito e dai miei amici Alfano, Bondi, Quagliariello, Palma, Schifani - ha spiegato l'ex senatore - che mi avevano dato rassicurazioni in merito al mio posizionamento in lista, tanto da chiedermi di versare, come ho fatto, un contributo al partito.
Pensavo di essere candidato ed invece ho capito che il Pdl preferisce premiare l'apparire e non l'essere, la gioventù che conosce le segrete cose, le partecipazioni in Tv o nei salotti romani, piuttosto che l'intelligenza, l'impegno, l'onestà morale, il farsi carico dei problemi della gente".
Parole che sembrano dirette come frecce al coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, Nunzia De Girolamo, che, ha raccontato Izzo, "non ho modo di sentire dal 4 gennaio, senza contare un breve colloquio intorno al 10 dello stesso mese.
Ho letto dalla stampa del suo dispiacere per la mia mancata candidatura, mi aspetterei da lei un coinvolgimento di tutti nel partito, ma le premesse creano perplessità".
La storia della mancata candidatura di Izzo è fatta, a sentir lui, di molte parole non dette: come quelle del commissario Pdl campano Nitto Palma il quale "mai ha fatto capire quello che sarebbe accaduto, anzi mi aveva detto che per me ci sarebbe stato un posto in seconda fascia, quella zona della lista che ti apre le porte del Parlamento in caso di vittoria della tua coalizione.
Da questa promessa, fatta la domenica prima della presentazione delle liste, c'è stato il silenzio da parte di tutti tanto più dal coordinatore provinciale.
Poi c'è stato tutto il caos riportato dai giornali che, da uomo di centrodestra, mi preoccupa molto".
Le obiezioni di Izzo sulla sua mancata candidatura, però, sono partita anche da un dato che è oggettivo e incontrovertibile: le liste del Pdl nella circoscrizione Campania 2 (quella che riguarda anche Benevento e provincia) sono zeppe di candidati paracadutati che non rappresentano il territorio campano. 
E' il caso dei siciliani Angelo Attaguille (numero 4 alla Camera) e Giuseppe Compagnone (numero 14 al Senato), rispettivamente ex ed attuale sindaco di Grammichele, paesino in provincia di Catania, definiti da Izzo "sodali di Raffaele Lombardo, l'ex governatore della Regione Sicilia".
Ma Izzo ne ha avute anche per altri piazzati in lista come il romano Luca D'Alessandro (numero 6 alla Camera) o Michele Pisacane (numero 7 alla Camera) inserito nelle liste del Pdl nonostante faccia parte del Pid, partito che fa riferimento all'ex ministro Saverio Romano.
Anche nelle liste al Senato la musica non cambia: in posizione utilissima figurano Alessandra Mussolini e Luigi Compagna che vivono a Roma, ma anche Lucio Barani, toscano del Npsi, Antonio Milo dell'Mpa e perfino quel Riccardo Villari saltato agli onori delle cronache per il passaggio dal centrosinistra al centrodestra grazie alla vicenda che coinvolse la poltrona di presidente della Commissione di Vigilanza Rai.
Le liste, dunque, non rendono pienamente onore al territorio nel quale sono presentate e la colpa di ciò va imputata all'attuale legge elettorale.
Riguardo la quale Izzo ha ammesso: "La colpa è anche di noi parlamentari che non abbiamo cambiato questa legge. Non è stato, però, solo un problema del Pdl, ma anche del Pd che non l'ha voluta realmente modificare.
Loro, però, hanno fatto quella farsa delle primarie ed hanno fatto fuori in maniera elegante quelli che ritenevano fastidiosi".
Tornando a ciò che più lo riguarda, Izzo non ha nascosto un certo timore per la campagna elettorale appena iniziata, "paura che ci si possa isolare di nuovo, così come accaduto alle comunali dove abbiamo preso il 10% a fronte del quasi 50% ottenuto alle Europee o alle provinciali". 
"Sono legato al progetto del centrodestra - ha concluso Izzo - mettendo al centro degli interessi non noi stessi, ma il cittadino.
Ora ci auguriamo di incontrarci con la gente, discutendo e convincendola.
Certo, però, rimane un fatto: se in una famiglia si discute di politica e, dopo aver parlato, ci si ritrova con il marito in un partito e la moglie in un altro, come si vuole credere di convincere gli elettori?
Bisogna prima sciogliere questo equivoco per recuperare lo spirito di convincimento".
Izzo rispondendo alle domande dei giornalisti ha spiegato che "non è ancora chiara la responsabilità riguardo la mia mancata candidatura, ma mi sarei aspettato una telefonata da parte della coordinatrice provinciale".
Un errore, poi, è stato commesso dal Pdl anche riguardo l'esclusione di Nicola Cosentino: "Se lui era da escludere - ha detto Izzo - glielo si doveva dire in tempo utile, non all'ultimo momento".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

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