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Benevento, 21-01-2013 15:38 ____
Carlo Falato a "Gazzetta": Sono stato revocato già da tempo, quella di oggi è stata solo una formalità che peraltro ancora nessuno mi ha comunicato
Le mie specifiche competenze sono state sistematicamente usurpate da altri. Alle Mostre presenziava il dirigente; la Guida Turistica l'ha gestita l'Ambiente... Presento le dimissioni e peseremo anche la maggioranza che ancora sostiene Cimitile
Nostro servizio
  

Il rischio implosione del Pd, che noi da tempo stiamo paventando, è dietro l'angolo.
La revoca delle deleghe a Carlo Falato, assessore alla Cultura, messa in atto oggi dal presidente della Provincia Aniello Cimitile, ne conferma la strada.
Dove vuole arrivare il presidente, non è dato sapere ma è opportuno riflettere sul fatto che è il secondo assessore cui revoca le deleghe.
Ma a lui forse bastano i dirigenti.
Di questo ne abbiamo parlato con il diretto interessato, Carlo Falato, (nella foto alla costituzione del Club Unesco) che ci ha innanzitutto detto che lui di tutto quanto diciamo non è ufficialmente al corrente di nulla perché nessuno si è preoccupato d'informarlo.
Sono stato espropriato delle mie competenze oramai da mesi, ha detto Falato a "Gazzetta".
Si fanno delle Mostre, che sono di mia specifica competenza ed il presidente all'inaugurazione delega un dirigente a rappresentarlo, con me presente che resto a guardare.
Vengono organizzate esposizioni da persone di supporto all'Amministrazione ed io non sono coinvolto.
L'Assessorato all'Ambiente (Gianluca Aceto ndr) che finanzia la guida turistica?!
L'Assessorato alle Politiche Sociali (Annachiara Palmieri ndr) che entra costantemente nelle mie competenze di assessore.
Sono stati spesi 400mila euro per contributi vari ed alle Associazioni culturali ne sono andati 35mila e 15mila al Paleolab.
Che devo aggiungere ancora?
Certo, io non sono un allineato, sono collegato con il territorio da cui ricevo sollecitazioni ed io lì agisco.
Lo stile politico dell'accondiscendenza alla telefonata, non mi interessa e non mi appartiene.
Forse sconto tutto questo come sconto il fatto che, probabilmente io sia stato eletto nella lista sostenuta da Carmine Nardone.
Dico però, a proposito di eletti e di rappresentanza popolare, che questa di Cimitile è una giunta formata da 8 persone di cui solo 3 sono stati eletti dal popolo e legittimati a rappresentarlo!
Tutti gli altri no e questo potrebbe essere un altro fatto che mi differenzia.
E' vero, ha proseguito Falato rispondendo a quest'altra nostra domanda, che da ottobre, circa, non vado più in Giunta, ma dovrei andarci a fare cosa?
Perché dovrei essere presente? Questa domanda, Cimitile se l'è posta o chiede solo delle mie assenze?
Io penso che questa cosa non possa e non debba andare oltre.
Deve avere una sua naturale conclusione.
Per l'intanto rimetterò l'incarico di assessore nelle mani del segretario provinciale del partito, che è il mio partito quanto quello di Cimitile.
Decida il Partito Democratico che farne delle mie dimissioni.
E poi valutaremo anche se Cimitile ha ancora una maggioranza che lo sostiene in Consiglio in queste sue azioni.
Sin qui Falato.
Noi poniamo un altro interrogativo.
Aniello Cimnitile ha revocato lo scorso 8 agosto le deleghe anche all'assessore Gianvito Bello.
Non gli ha però revocato l'incarico di assessore.
Ed allora ci domandiamo: Siccome il compenso è in capo all'assessore e non alle deleghe che ha, è possibile che Bello stia ancora percependo il suo compenso di assessore pur non potendo tecnicamente ed ufficialmente operare?
E se sì, a che titolo Cimitile e la sua amministrazione lo compensano?
A quanto ammonta il danno sin qui procurato all'Ente dal pagamento di un compenso che non dovrebbe essere elargito?
Perché, al posto di agire sul ritiro delle deleghe non si va più correttamente alla revoca dell'assessore? 
Quanto si pensa possa durare il periodo del chiarimento? Una settimana, dieci giorni... sei mesi?!

AGGIORNAMENTO
In serata, intorno alle 20.00, a conferma dell'intervista rilasciata a "Gazzetta" Carlo Falato ha rimesso il suo incarico di assessore provinciale nella mani del segretario provinciale del suo partito a cui ha inviato la nota che segue.
"Prendo atto del provvedimento protocollo 332 del 21 gennaio 2013 a firma del presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile con il quale, ai sensi dell'articolo 34, comma 12, dello Statuto Provinciale, procede alla revoca delle deleghe a me conferite con decreto n.21 del 12 maggio 2008.
Con rammarico, ho dovuto apprendere di tale provvedimento attraverso gli organi di stampa, ma ciò non toglie la sostanza delle cose: vi sono valutazioni differenti tra me ed il presidente della Provincia, inerenti la gestione dei settori a cui afferiscono le deleghe a me assegnate.
E' questo ormai da diverso tempo!
Mi riservo di entrare nel merito delle motivazioni a base del provvedimento, ma due cose devono essere chiare: la prima riguarda il fatto di aver svolto il mio ruolo sempre con disciplina ed onore, portando la testimonianza della presenza della Istituzione in ogni luogo della provincia di Benevento e in ogni consesso nazionale ed internazionale; la seconda riguarda "l'inevitabile clima di tensione all'interno della maggioranza in carica" che non mi può essere attribuito avendo sempre, il sottoscritto, motivato la propria azione politica alla unità seppure, a volte, con atteggiamento critico.
Rimetto il mio mandato di assessore al Partito Democratico di Benevento nelle mani del segretario Erasmo Mortaruolo, partito verso il quale mi sono autosospeso nello scorso autunno per sollecitare una presa di posizione verso i temi riguardanti la soppressione delle Province e per la soppressione delle sezioni distaccate dei Tribunali di Guardia Sanframondi e di Airola, nonché degli uffici dei Giudici di Pace del sannio, al fine di conoscere con esattezza la volontà politica del mio partito".

comunicato n.54057




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