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Benevento, 31-10-2012 13:33 ____
Nessuna novità dal Consiglio dei Ministri: E' scomparsa la Provincia di Benevento che è stata accorpata con quella di Avellino
Entro la fine dell'anno il presidente Cimitile dovrà licenziare la sua Giunta ed andare avanti con tre consiglieri delegati scelti all'interno del Consiglio. Al voto per il nuovo Consesso a novembre del prossimo anno. A regime dal 1° gennaio 2014
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Ed allora, la partita è chiusa e novità non ce ne sono.
Il Consiglio dei Ministri, con un Decreto-Legge, e dunque immediatamente operante, ha "riordinato le Province italiane che da 85 scendono a 51, comprese le città metropolitane.
La Provincia sannita è accorpata a quella di Avellino.
Ora a far data dal prossimo 1° gennaio il presidente Cimitile dovrà mandare a casa l'intera sua Giunta e portà avvalersi della collaborazione di tre "assessori" (ma il loro nome è quello del consigliere delegato) che dovrà scegliere tra i consiglieri provinciali in carica.
Entro novembre, sembre del prossimo anno, si terranno le elezioni, e bisogna credere della nuova Provincia Avellino-Benevento ed il tutto andrà a regime a partire dal 1° gennaio del 2014.
Quindi il prossimo dovrebbe essere un anno di transizione.
Ecco ora di seguito la nuova mappa delle Province italiane dopo l'approvazione del decreto legge relativo al loro riordino.

Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli;
Liguria: Imperia-Savona, Genova, La Spezia;
Lombardia: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia; Veneto: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia;
Emilia Romagna: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena;
Toscana: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno;
Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno;
Umbria: Perugia-Terni.
Lazio: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone;
Abruzzo: L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti;
Molise: Campobasso-Isernia;
Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno;
Puglia: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce;
Basilicata: Potenza-Matera.
Calabria: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.
Rimangono fuori le regioni a statuto speciale, per le quali il governo ha ancora 6 mesi di tempo.


Il Consiglio dei Ministri, dunque, ha approvato il decreto-legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle Province ed all'istituzione delle Città Metropolitane.
Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le Città Metropolitane, che sostituiscono le Province nei maggiori poli urbani del paese.
Per assicurare l'effettività del riordino posto in essere, senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il Governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall'eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta.
Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali.
Resta altresì ferma l'abolizione degli Assessorati.
Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo.
Sin qui le note diramate dalla presidenza del Consiglio.
E' bene ribadire che trattandosi di un Decreto Legge, ancorché inserito all'interno di un disegno più ampio già votato dal Parlamento, esso deve essere approvato dal Parlamento.
In teoria, ma è solo teoria, tutto potrebbe essere rimesso in discussione, ma è oggettivamente inverosimile un passo indietro.
Ora vorremmo vedere cosa faranno i nostri parlamentari su questo argomento e soprattutto quelli che, tornati da Roma nella nostra e nella loro terra dissero: Non dimenticate che alla fine il provvedimento del Governo lo dovremo approvare sempre noi...
E' un brutto giorno quello di oggi.
Prendiamone atto e soprattutto nella consapevolezza che, quando era il tempo, abbiamo cincischiato attorno a teorie da favola mentre era opportuno intraprendere subito altre strade, non esclusa quella di cogliere l'occasione per andarcene dalla Campania.
Ma tant'è...!

comunicato n.51235




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