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Benevento, 24-10-2011 15:17 ____
Rifiuti: Carmine Nardone sbotta alla domanda se fosse rimasto soddisfatto della risposta avuta da Luigi Abbate nel Question Time. Sono incazzato!
Sulla vicenda della classificazione non come percolato ma come rifiuti speciali i liquidi che fuoriescono da Piano Borea, sono pronto a denunciare l'Arpac
di Diego De Lucia
  

"Insoddisfatto? Sono incazzato.
Quel sito non viene considerato percolato al 100%, ma solo come rifiuti speciali? Sono pronto a denunciare i tecnici dell'Arpac".
E' furioso il consigliere comunale di Benevento, Carmine Nardone, nella seduta del "Question time" di  questa mattina  in merito ad  un'interrogazione proposta da lui stesso, all'assessore comunale all'Ambiente, Luigi Abbate  sulla situazione della discarica di Piano Borea ed in particolare di una coltivatrice diretta  e della sua azienda agrituristica che avrebbe subito notevoli danni patrimoniali.
La risposta di Abbate non è affatto piaciuta a Nardone che ha movimentato la seduta facendo intervenire, non in maniera prevista, anche il primo cittadino Fausto Pepe.
Anche oggi nel Consesso comunale a Palazzo Mosti non è mancata, dunque, la polemica in una seduta peraltro stranamente molto partecipata e che ha visto la partecipazione di ben 14 consiglieri comunali di maggioranza.
La vicenda è stata fatta risaltare dall'assessore alle Attività Produttiva, Nicola Danilo De Luca, ma c'è chi nella minoranza ha malignato che il sindaco non vuole fare più la brutta figura come quella del 10 ottobre scorso, quando alla maggioranza di centrosinistra mancarono i numeri per portare a termine un Consiglio comunale molto importante sul riequilibrio del bilancio.
Nell'Assise di oggi c'è anche da sottolineare come il consigliere comunale di Tèl, Nazzareno Orlando, si sia rifiutato di esporre due interrogazioni all'assessore comunale alla Cultura, Raffaele Del Vecchio sugli appalti relativi a Città Spettacolo e sul costo relativo all'incarico alla ditta che ha installato le panchine in via Traiano, in quanto il vicesindaco non aveva presentato per iscritto la sua replica.
Dicevamo di un Nardone davvero furente per la risposta data alla sua interrogazione con la quale ha chiesto urgenti lavori per l'allacciamento idrico in favore della coltivatrice di Piano Borea e di un accertamento dello stato franoso del sito di discarica, nonché per la presenza di animali indesiderati quali i topi e per pagamento della Tarsu eccessivo in quella zona.
Nardone infine ha chiesto perché non ci fosse mai stato un risarcimento economico all'azienda agricola.
Abbate ha ribadito che la discarica non è attraversata da frane: "Ci sono fenomeni di smottamento, ma il muro di recinzione di 60 centimetri tiene a bada il movimento.
La depurazione dei reflui dipende dal consorzio e se non provvederà esso, si attiverà il Comune.
Certo, possono creare disagi, ma nessun pericolo di frana".
Sulla presenza dei topi, l'assessore ha detto che l'Asia periodicamente procede alla derattizzazione della zona".
Sul pagamento della Tarsu, Abbate ha spiegato che non ci possono essere attinenze tra questo tema ed il sito di discarica per poi affermare che il problema dei rifiuti sarà portato in un apposito Consiglio comunale.
Sui danni che questa famiglia avrebbe subito tramite la discarica, Abbate ha precisato: "La perizia non è stata presentata. Se si sente vittima deve farne richiesta".
Queste risposte non hanno soddisfatto per nulla Nardone che ha replicato: "Il sito non è a norma e blocca l'intera attività agricola della zona. Questo è un dato reale. Non esiste percolato buono o meno buono.
Tutto questo ha provocato danni all'azienda. Ci sono topi, colonie anomali che sono devastanti".
Sulla frana Nardone ha attaccato duramente i dirigenti dell'Arpac, rei, a suo dire, "di non aver visto bene".
Secondo Nardone, sarebbero state commesse omissioni nei controlli e lo stesso si è dichiarato pronto a ricorrere alla magistratura ed a denunciarli.
"Per me non fanno bene il giro della zona. La frana è ampia".
Sulla presenza di animali: "Lì non ci sono gabbiani. Andiamo insieme a farci la passeggiata e vedremo".
Nardone ha poi smentito Abbate anche sulla lettera dei danni che, a suo dire, sarebbe, invece, stata presentata, secondo l'ex presidente della Provincia, a marzo scorso all'assessorato dei Lavori Pubblici.
Infine la chiosa finale: "Basta la volontà per risolvere la questione. La coltivatrice non può utilizzare nemmeno il pozzo. La verità è che qui manca la cultura del buon governo".
Abbate, a sua volta, ha replicato in maniera molto stizzita: "Nardone, ho risposto garbatamente e voi vi arrabbiate. Unitamente ai dirigenti dell'Arpac abbiamo verificato la discarica. Cosa devo dire di più?
Lei parla della presenza di ratti, di rapaci, ma non ho nessuna denuncia in merito, può darsi che quando è stata effettuata la verifica si sono nascosti questi animali".
Infine sull'argomento è intervenuto Pepe che ha spiegato: "Il percolato non si inventa. E' una cosa chiara è certa.
In Campania quest’argomento lo si conosce perfettamente. 
Ci sono molti contenziosi su questo tema, ma ad oggi non hanno prodotto nessun risultato.
Il liquido nel pozzo è acqua contaminata da diversi prodotti.
Il vero problema è la gestione del sito, che ha funzionato per anni, ma che oggi nessuno si prende la briga di assumersi la responsabilità di gestione".
Chiusa questa vicenda si è passati alla seconda interrogazione, presentata da Orlando nei confronti dell'assessore al Bilancio, Cosimo Lepore sempre in merito ai rifiuti e sul questionario Tarsu.
A giudizio di Orlando tale questionario sarebbe causa di disagi sul fronte della privacy.
Inoltre il consigliere ha fatto rilevare anche sui problemi dello stabile pubblico dove vengono ricevute e raccolte che le risposte: l'edifico non sarebbe a norma e non consentirebbe ai diversamente abili un facile accesso. 
Orlando ha sottolineato anche che il personale si sarebbe lamentato per le condizioni di lavoro.
Lepore ha risposto che questo servizio era gratuito e che non c'è stata nessuna esternalizzazione del servizio: "Non è stato fatto nessun aggravio per i cittadini".
Sul personale e sulle lamentele Lepore ha così risposto: "Domande di trasferimento non ne ho avute.
Era un periodo caldo in quanto si lavorava ad agosto e posso comprendere lo stress".
Orlando non si è ritenuto soddisfatto della risposta di Lepore ed ha precisato: "Verificheremo se veramente non c'è stata lamentela da parte del personale".
La terza interrogazione è stata presentata dal consigliere del Pdl, Roberto Capezzone all'assessore alle Attività Produttive, Nicola Danilo De Luca, per chiedere un nuovo accordo in materia di commercio con esercenti  per una diversificazione degli orari di apertura e chiusura dei locali.
De Luca ha spiegato che lui è favorevole alle richieste della categoria degli esercenti, anche se c'è da rimarcare come esista un decreto legge che disciplina questa materia con gli orari di apertura e chiusura dei locali.
Capezzone si è ritenuto soddisfatto della risposta.
Sono quindi saltate, per i motivi descritti, le interrogazioni in materia di Cultura di Orlando e De Minico, non essendoci stata una risposta scritta e si è passati a discutere dell'interpellanza all'assessore Del Vecchio di Raffaele Tibaldi, consigliere del Gruppo misto, inerente i motivi del mancato rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Fondazione di Città Spettacolo e sugli incarichi esterni assegnati dalla stessa Fondazione.
Secondo Del Vecchio, le cariche del Consiglio di Amministrazione scadono ad ottobre.
Lo stesso ha, comunque, mostrato di essere perplesso sul piano più squisitamente giuridico sullo Statuto della Fondazione ed ha spiegato come l'unico incarico affidato esternamente sarebbe stato quello di direttore artistico.
Il vice sindaco ha quindi affermato che la Fondazione non partecipa direttamente alla gestione della trentennale rassegna di Città Spettacolo, ma che questa è sotto la diretta responsabilità del Comune. 
Tibaldi ha detto: "Mi ritengo soddisfatto e, visto che l'ora era ormai tarda, auspico una pausa pranzo".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

comunicato n.37406




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