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Benevento, 29-04-2011 20:55 ____
Nichi Vendola per Fausto Pepe parla di un discorso rapido e sull'assenza di Mastella nel centrosinistra locale afferma: Prosit! Tutta salute
L'ex sindaco: Mentre gli altri sono divisi noi siamo in tanti. Ed infatti il Teatro Massimo a stento ha contenuto tutta la gente che voleva partecipare all'evento politico. GUARDA LE FOTO
di Claudio De Minico
  

Discorso rapido per Fausto.
Con queste parole, Nichi Vendola si è riferito a Fausto Pepe, al quale ha spiegato qual è il ruolo di un sindaco: prendere per mano la propria terra, i propri concittadini ed affrontare le difficoltà reali, i problemi seri che condizionano il vivere delle comunità.
All'assenza di Mastella tra le file del centrosinistra locale, il leader di Sel ha così risposto: "Prosit! Tutta salute"; non sono mancati riferimenti a Berlusconi, per il quale Vendola ha aggiunto: "Non dobbiamo chiedere la condanna per il caso Ruby, a quella pensano gli organi competenti. Dobbiamo chiederne la condanna per i tanti giovani, coetanei di Ruby, disoccupati e senza futuro".
Sulla Gelmini, rea di aver operato una politica dissennata nell'ambito dell’istruzione, il presidente della Regione Puglia si è così espresso: "Sogno il giorno del giudizio universale, quando potrò alzare un dito e chiedere al Signore per quali meriti è divenuta ministro della Repubblica".
Sul palco del Teatro Massimo, oltre al "leader Vendola", così come Fausto Pepe lo ha definito, c'erano lo stesso ex sindaco di Benevento, alcuni candidati nella lista di Sel per le prossime elezioni comunali, Arturo Scotto e Gianluca Serafini, segretario regionale il primo e coordinatore provinciale il secondo, Italo Palumbo e Luigi La Monaca, che ha fatto da moderatore e presentatore.
Scotto si è in tal modo pronunciato: "Quella di Benevento è una sinistra forte, un gruppo democratico, è garanzia di buon lavoro.
Il valore dell'unità farà la differenza, tanto quanto basta per battere le due destre e vincere al primo turno".
Palumbo ha continuato: "La giovinezza di Pepe crea entusiasmo assieme al suo buon governo.
Fa bene ad inaugurare zone che egli ha realizzato, continui così. Sel è un alleato leale, un partito neonato che contribuirà, entro il centrosinistra, ad alimentare il dibattito sulle idee, i progetti e i problemi seri della comunità beneventana, a partire dalla questione occupazionale di cui Nardone, con Viespoli e Mastella, mai riuscirà a dialogare, perché ognuno di vedute troppo differenti".
La Monaca, nel presentare l'intervento di Pepe, ha sottolineato le tante opere dall'Amministrazione uscente portate a termine, quelle sotto gli occhi di tutti e quelle che, invece, non si vedono, riferendosi alla pulizia cittadina riguardo i rifiuti.
Accolto da un urlo proveniente dalla platea, "Sei unico come sindaco Fausto", l'ex primo cittadino beneventano ha così esordito: "Non immaginavo di poter diventare il punto di riferimento della sinistra locale.
Quando cammino per le strade della città, dopo aver governato in un periodo difficile, l'apprezzamento che mi viene tributato, prima ancora che riferirsi alle opere pubbliche ultimate, è per la lealtà e la coerenza che ho e abbiamo dimostrato. Di questo sono orgoglioso".
"Sento parlare poco di programmi - ha continuato Pepe - e molte, invece, sono le critiche alla mia persona.
Mentre gli altri sono divisi, noi siamo uniti, siamo in tanti e ancora di più ne saremo il 15 e il 16 di maggio.
Oggi sono con Vendola, vedo Tibaldi appoggiato da Cosentino e Nardone che solo alcuni mesi fa mi parlava del centrosinistra ed io lo ammiravo, oggi, invece, si lascia guidare da Viespoli, Mastella e Santamaria".
A Vendola, Pepe ha detto: "La Regione Puglia è un modello per molte altre. Benevento è tra Napoli e Bari.
Bisogna lavorare insieme, non possiamo non utilizzare quest'opportunità".
Il candidato alla carica di sindaco del centrosinistra ha poi elogiato i tanti traguardi raggiunti, in primis, il 65% della raccolta differenziata e, poi, ha concluso: "Dobbiamo vincere per una Benevento in cui conti sempre più l'ambiente, la legalità e la cultura. Dobbiamo vincere per mettere al bando i "cosentini" ed i trasformisti".
Serafini, sottolineando il ruolo in città di Sel, partito attendo alle dinamiche sociali, in primo luogo a quelle che vedono tanti cittadini privati di un proprio impiego, ha presentato Nichi Vendola.
"Benevento è quello spicchio di Campania che dimostra come il Sud non possa essere definito una palla al piede dell'Italia. Siamo un Sud dinamico ed avanzato".
Un intervento, come è per lui consuetudine, capace di affascinare gli uditori, in grado di raggiungere alte parabole argomentative senza perdere il necessario contatto con l'essenzialità.
In questo modo Nichi Vendola ha posto, all'attenzione di una folta platea, numerose questioni cruciali per l'Italia.
In passato i giovani immaginavano il loro futuro, oggi manca la speranza per un avvenire migliore, la maledizione del lavoro precario e del non lavoro non lascia aprire alcuna finestra sul domani.
Così Vendola che, poi, ha aggiunto: "Berlusconi offende gli insegnanti, quelli per cui ci vorrebbe un monumento in ogni città d'Italia, persone che operano nella difficoltà e poco gli viene riconosciuto".
Ed ancora, Vendola, analizzando la situazione italiana, ha affermato: "Abbiamo cominciato a perdere quando dalle cattedre sono scesi i maestri e salite le veline ed i Lele Mora.
Berlusconi è l'autobiografia di un'Italia smarrita, nel trionfo della pedagogia negativa che genera vani ideali ed inutili speranze".
Il centrodestra, ha spiegato il presidente della Regione Puglia, ha un progetto ben preciso, quello di rendere l'Italia precaria sotto tutti i profili, a cominciare dalla politica, sbagliata, portata avanti in merito alla questione cultura.
Così Vendola, delineando i tratti di un'Italia da qualcuno volutamente resa acritica, a cui tutto va bene perché le si è tolta la facoltà di riflettere, ha aggiunto: "La politica non nasce, vive e muore in televisione; bisogna ritornare ai rapporti umani, ritrovare quell'azione politica capace di rispondere alle sfide della modernità, che sappia osservare e risolvere i problemi reali della società".
Il leader di Sel, come nel suo stile, si è trattenuto su di una riflessione avente ad oggetto le vicissitudini del Giappone, terra, oggi, dilaniata dalla sofferenza, che rappresenta l'epilogo di un'idea di rinnovamento, sotto il profilo energetico, fallimentare.
Al candidato sindaco, Fausto Pepe, Nichi Vendola ha detto: "Una città è un ecosistema.
Non si lavori per l'espansione urbanistica, ma per la riqualificazione dell'esistente, con attenzione alla bioedilizia.
In campagna elettorale si presti attenzione ai non votanti più che agli elettori, ai bambini in cerca del proprio futuro, li si prenda per mano, li si accompagni verso il domani, si lavori per loro.
Gli anziani si considerino come la saggezza e la sapienza delle comunità.
Una città non deve avere barrire architettoniche di alcun tipo, al popolo bisogna parlare, non è mai tempo sprecato. Le donne sono saperi e competenze, non "panda" da proteggere con le quote rosa".
Ed ancora, Vendola, in conclusione, ha riferito a Pepe le seguenti parole: "Come stai? Questa è la domanda, che a molti appare banale, più politica che possa esserci, è espressione di attenzione e simbolo dell'uomo che interagisce con i suoi simili, si riparta da questo, perché le persone, a differenza del pensiero di altri, non hanno un prezzo, sono un valore".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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