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Benevento, 21-04-2011 20:40 ____
Prima lo sfottò a Viespoli, il tarchiato; a Nardone, il napoletano ed a Mastella l'americano poi una promessa: Subito il Comune a Palazzo Paolo V
Nicola Cosentino alza il tiro contro l'Udc e dice: Lasciate le poltrone che avete in Regione Campania. Erminia Mazzoni: Stasera da qui ripartiamo. GUARDA LE FOTO
Nostro servizio
  

Sfida mezza vinta con la piazza, ma il vero risultato politico che Raffaele Tibaldi porta a casa è un altro: Da qui si ricomincia ha detto Erminia Mazzoni riferendosi al fatto che sul palco, intorno alla candidatura di Raffaele Tibaldi, ci fossero tutti i maggiorenti del Popolo della Libertà, tutta la deputazione parlamentare: dalla De Girolamo a Formichella ad Izzo a Mazzoni, appunto.
Stasera siamo sorridenti ed ilari, ha detto Mazzoni, spensierati ma non disimpegnati.
Possiamo serenamente rappresentare la speranza del cambiamento.
Noi rappresentiamo per il 90% il nuovo ed il cambiamento alla cui guida c'è il Pdl che ha dimostrato di avere una ricetta vincente per la gestione del territorio.
Siamo uniti e siamo tanti, ha concluso Mazzoni e non c'è ruggine tra noi che ci possa dividere.
A condurre i lavori la giornalista de "Il Sannio Quotidiano", Teresa Lombardo, che ha introdotto quale primo relatore Nicola Formichella, parlamentare del Pdl che ha parlato della necessità che la politica si faccia ascolto alle esigenze della gente. Non è possibile pensare ancora che si possano prendere in giro gli elettori con un po' di asfalto sulle vie dell'ultimo minuto.
Poi come dicevamo, ha parlato Erminia Mazzoni, europarlamentare eletta nelle fila del Pdl (come Mastella), che ha invitato tutti i candidati a rapportarsi con i cittadini per una politica pèiù umana e più vera.
A riprendere poi il concetto dell'unità nel Pdl, è stata anche Nunzia De Girolamo che, lasciando la sedia, si è seduta ai bordi del palco per vivere ancora più intensamente la vicinanza e l'abbraccio con la gente.
Ed è stato il suo un discorso forte rivolto soprattutto ad i suoi veri avversari, a quei parlamentari eletti nel Pdl (Viespoli e Mastella) che qui a Benevento si sono schierati contro il proprio partito.
La gente che ha perso la dignità di fare politica, ha detto la De Girolamo.
Noi abbiamo un grande compito, quello di cambiare la classe dirigente di questa città.
Mi auguro che i cittadini sappiano scegliere e premiare i giovani innanzitutto, è a loro che dobbiamo guardare con fiducia.
Dobbiamo convincerli a rimanere in città, a lavorare creandogli delle prospettive, a mettere su famiglia, insomma a non avere paura del loro futuro.
A Tibaldi ha chiesto gesti forti da dare a questi giovani affinché cessi il pellegrinaggio nelle segreterie politiche ed a Ceppaloni soprattutto. Basta con i mestieranti della politica.
Noi rappresentiamo quella società civile fatta di persone che al mattino si alzano anche alle 6.00 per andare a lavorare, che studiano, che producono.
Sono anni che la nostra Benevento è agli ultimi posti di tutte le graduatorie.
Ho chiamato proprio oggi al telefono l'assessore regionale Trombetti.
Con lui stiamo lavorando alla creazione di un Campus per i giovani da tenersi stabilmente a Benevento ma non dedicato solo ai residenti.
In esso dovranno trovare spazio le nostre eccellenze.
Dovremo dare formazione, sport e soprattutto mettere in contatto questi giovani con le aziende per una prospettiva di lavoro. 
Da noi non ci sono inciuci, ma la trasparenza e la chiarezza della proposta.
Gli altri invece sono solo dei trasformisti e non dei trasformatori (che poi restano sempre trasformisti).
Noi andremo al ballottaggio, ha concluso De Girolamo e ci confronteremo con l'altro nostro competitore, Fausto Pepe.
Il termine trasformista, è stato poi subito usato da Francesco Pionati (già volto noto del Tg1), leader nazionale di Azione di Centro, per dire che, alla fine, i trasformatori vanno in corto circuito...
Oggi ci troviamo dinanzi ad un centrodestra diverso che si è liberato delle scorie e degli opportunisti che ne hanno frenato l'azione riformatrice per tutto questo tempo. E mi riferisco, ha detto, a Fini ed a Casini.
Qui a Benevento, infatti, si sono uniti in nome del puro trasformismo Viespoli, Mastella, De Mita solo peer rimanere con le mani in pasta. Niente altro.
E' ora di finirla, ha concluso Pionati, con l'illusione tutta mastelliana delle necessità dell'amicizia con il potente di turno per andare avanti nella vita.
Un'ultimo affondo allo sperpero del denaro pubblico che non si può più fare.
A Nusco e zone limitrofe  De Mita con i soldi del terremoto ha avuto il coraggio di far realizzare una cantiere navale a 1.200 metri d'altitudine e realizzare uno stabilimento per la produzione di jeep come se una piccola struttura potesse competere con i produttori mondiali di questo segmento automobilistico. 
Mino Izzo ha ricordato invece che la settimana della passione, quella che si sta vivendo in queste ore, passerà ed arriverà la Pasqua... La passione è quella vissuta in questi cinque anni di giunta Pepe; la resurrezione saremmo noi invece a rappresentarla.
Quindi parlando di Raffaele Tibaldi ha detto: E' uno di noi che con i suoi trascorsi sia in politica che nella professione forense, ha vissuto il territorio. E' vero, ha ancora detto Izzo, siamo partiti in salita ma man mano che passano i giorni il percorso si fa più dolce ed agevola il nostro cammino.
Non so se ce la faremo addirittura al primo turno, ma sono convinto che la partita ce la giocheremo al ballottaggio dove noi ci saremo.
A questo punto è stato anche letto un messaggio giunto dai giovani del Rione Libertà di incoraggiamento al candidato Tibaldi.
Forte poi la strigliata all'Udc fatta da Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Popolo della Libertà che dal palco di Benevento ha lanciato un avvertimento al partito di Casini: Lasci le poltrone che ha in Regione Campania.
Non abbiamo bisogno di questa forza che sta con noi e poi ci si rivolta contro con l'intento di abbatterci.
La gente non vuole tornare indietro rispetto al sistema bipolare e vuole la certezza che dopo il voto al governo vada chi è stato indicato dal popolo e non chi è scelto dagli incontri di Palazzo.
A Napoli come in gran parte della Campania questo centrosinistra ha fallito. Ora tocca a noi e dobbiamo sostenere persone come Nunzia De Girolamo che sul territorio si batte per il cambiamento.
Quindi ha ripreso brevemente la parola Nunzia De Girolamo per dare atto a Cosentino di aver fatto di tutto per tenere il centrodestra unito a Benevento. Evidentemente c'è qualcuno che non vedeva l'ora di cantare "Bandiera rossa trionferà...". Noi continueremo invece ad intonare "Meno male che Silvio c'è...".
Raffaele Tibaldi si è divertito anche lui a fare qualche battuta, e rimanendo nel tema del raggruppamento nardoniano, ha riproposto la triade Viespoli, Mastella Nardone come: "Totò, Peppino e 'a malafemmena (non posso insistere su questo per la parentela con Peppino... faceondo così riferimento a suo cognato Luigi, figlio di Peppino De Filippo) e ad affibbiare a Viespoli l'appellativo di tarchiato; a Nardone quello del napoletano (si è iscritto lo scorso gennaio, il giorno 3, nella liste elettorali di Benevento, ha detto. Lui è di Pozzuoli); ed a Clemente Mastella quello dell'americano.
E poi l'impegno: La prima cosa che farò da eletto, sposterò subito il Comune a Palazzo Paolo V, quella è la casa dei beneventani.
Qualche parola l'ha spesa anche per la piazza che ha ospitato il raduno elettorale: Qui dovrebbe esserci il salotto della città ed invece è solo il parcheggio maltenuto dei nostri figli.
Io sono beneventano da sempre, da generazioni, ha detto Tibaldi, ed ho questa città nel sangue ma ho sempre avuto l'abitudine di passeggiare per il corso Garibaldi salutando tutti e tutti hanno sempre salutato me.
Questa cordialità la vorrò mantenere anche quando sarò eletto sindaco della città e dopo che mi sarò tolto lo sfizio di aver mandato a casa tutti gli altri.
Vi dovrei anche parlare dei miei avversari, ha proseguito Tibaldi, ma la cosa mi mette in un profondo disagio.
Che dire di Pepe? E' una cotoletta come la si può trovare nei panini della McDonald's e non è un caso se ha usato il grigio come colore per i suoi manifesti...
Degli altri ho già detto e mi fermo qui.
Ora è giunto il tempo di cambiare. Ci sono tutti i presupposti.
Quindi ha parlato dell'apporto delle donne alla sua corsa elettorale.
Sono l'unico ad avere una lista fatta di quasi sole donne.
I due uomini che pure ci sono nell'elenco, sono stati posti in coda...
In giunta con me ce ne sarà più di una di donne.
Quindi è tornato a spiegare i motivi della bandiera italiana (tenendo in una mano il drappo di quella nazionale e nell'altra quella della città di Benevento) sul suo manifesto.
Il Verde sta per il vivere bene, per la città dell'accoglienza; il Bianco per l'efficienza e la trasparenza; il Rosso per l'idea di sviluppo che abbiamo della nostra città.
Quindi Tibaldi, prima di concedersi all'abbraccio dei suoi sostenitori, ha concluso dicendo di essere un uomo libero, dietro di me non c'è nessuno, né burattini né burattinai.
Riuscirò a cambiare le cose ed a rendere trasparente l'azione amministrativa di questa città.
E' arrivato il momento delle persone per bene.
Io vengo dalla politica della passione. Ad essa bisogna in fretta ritornare.

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