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Benevento, 17-04-2011 20:15 ____
Fausto Pepe vince la sfida della piazza e lancia bordate a Carmine Nardone, Clemente Mastella e Pasquale Viespoli
Ma il tono si è fatto alto quando ha parlato dei tre consiglieri comunali che aprono la lista dell'Udc: De Marco, Picucci e Quarantiello, trasformisti e voltagabbana, ha detto. E poi D'Aronzo... Votate quelli che non si sono dimessi. GUARDA LE FOTO
Nostro servizio
  

La sfida della piazza riteniamo possa essere oggettivamente considerata vinta.
Ad ascoltare le parole del candidato sindaco Fausto Pepe c'erano, stimate, oltre mille persone, tra le milleduecento e milletrecento, che tutte insieme davano un buon colpo d'occhio.
Il discorso di Pepe, introdotto da Rosita Galdiero della Cgil, è stato fermo ma non aggressivo o cattivo se non quando ha parlato dei suoi ex compagni di maggioranza, e di quelli che lui ha definito mandanti dell'azione che ha portato alle dimissioni dei 21 consiglieri, lì la voce si è fatta alta ed il tono forte. La rabbia che saliva da dentro, ha prevalso.
Di solito, ha detto, in una lista, per questione di rispetto, di dignità, di importanza i primi tre nomi sono quelli più indicativi e rappresentativi.
Ho letto quella dell'Udc di Santamaria ed ho visto che non ha la dignità di un capolista.
Infatti, i primi tre nomi chi sono? 
Sergio De Marco, Oberdan Picucci, Giovanni Quarantiello (tutti ex consiglieri di maggioranza ndr) che danno alla lista di Santamaria il significato dei trasformisti e dei voltagabbana, di persone che hanno tradito i loro amici.
Vergognatevi!
Vergognatevi voi e chi vi ha candidati!
Io non ho mai tradito e mai lo farò.
Per essere stato sindaco con Mastella e con l'Udeur sono stato arrestato per sette giorni e poi scarcerato con le scuse dei magistrati perché nulla avevo a che fare con quelle vicende.
Ora sono tutti con Nardone questi voltagabbana.
Ah, mi ero dimenticato di Giovanni D'Aronzo, l'ex mio assessore che ha utilizzato fino all'ultimo minuto utile la giunta. Per quattro anni ed undici mesi non si è reso conto di nulla di ciò che va dicendo.
Poi anche lui, come Paolo sulla via di Damasco, è stato folgorato da qualcuno o qualcosa di cui forse abbiamo però una vaga idea...
Ma questa città sta con noi, ne conosco il sentimento e darà una risposta secca ai trasformisti ed ai voltagabbana. Noi siamo quelli che come voi che siete qui stasera, amiamo Benevento e la nostra coalizione vincerà, ne sono certo.
Così si è chiuso il discorso di Fausto Pepe, durato più di un'ora, ma in precedenza aveva cominciato dicendo che scendiamo sul piede di guerra quando, come ora, ci veniamo costretti.
Quindi ha parlato dei risultati raggiunti dalla sua amministrazione relativamente al più cospicuo finanziamento europeo con 42 milioni di euro, alla differenziata che ha raggiunto il 65% e via dicendo.
Malgrado tutto ciò, siamo l'unico Comune della Campania che va al voto con il commissario prefettizio.
Non si è voluto che un sindaco rappresentasse Benevento ed i beneventani fino all'ultimo.
Uno dei modi peggiori è la normalizzazione al ribasso dell'etica, della morale, della politica.
Dobbiamo avere la forza dell'indignazione e di dire basta!
Più volte consiglieri comunali hanno dato fastidio a più notai con l'unico obiettivo di mandare a casa Pepe, poi riuscendovi ma come?
Questi 21 che si sono dimessi, qualche settimana prima avevano depositato una legittima mozione di sfiducia.
Non hanno avuto la forza neanche di attendere il 29 aprile, giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il Consiglio comunale. Io li aspettavo lì come ho fatto in tutti questi cinque anni per parlare della città.
Questi 21 consiglieri non hanno ritenuto opportuna la sede letittima del Consiglio comunale, non hanno avuto il coraggio di interloquire lì con me.
Invece, nottetempo, prima nei ristoranti, poi nelle bische si sono ritrovati e sono poi andati da un notaio perché non avevano la forza del confronto.
Questi 21 che hanno lasciato la città priva del sindaco in un momento delicato anche nella vicernda dei rifiuti, dopo aver fatto questa scelleratezza, qualcosa dovranno pur dirla.
Dovremo attendere per dare alla città il parcheggio di Porta Rufina, per vedere i turisti in città grazie all'Unesco la cui commissione viene in città il giorno 29. Ma fra trenta giorni ci saremo di nuovo ed avremo modo di portarle avanti ancora una volta queste azioni avviate.
L'ultimo finanziamento giunto è di 10 milioni di euro e si riferisce alla costruzione di 160 alloggi del Piano Casa che sta funzionando.
Quindi Pepe ha detto di voler fare i nomi ed i cognomi ed ha cominciato da Pasquale Viespoli del quale, ha detto, tento di nutrire rispetto ma insomma dire che piazza Roma non è una piazza adatta a me non è rispettoso né della mia persona ma neanche di tutti voi che state qui stasera.
Nel 1996, egli fu di una violenza inauduta con una piazza molto meno affollata di questa di stasera, e dove c'ero anch'io ad ascoltarlo.
Parlava, tuonava, di un sindaco intoccabile perché eletto dal popolo e che non poteva essere mandato a casa da un manipolo di balordi. Quella volta, infatti, toccò a lui ad andare a casa perché sfiduciato dal Consiglio.
Ed io che sono stato l'unico sindaco della città ad essere eletto al primo turni che dovrei dire, che sono stato mandato a casa dai balordi amici suoi?
I suoi uomini accusano i nostri dirigenti perché ancora lavorano per la città.
Ma li ricordate - ha detto rivolgendosi alla piazza - i dirigenti del centrodestra che erano addirittura candidati nelle liste di Sandro D'Alessandro?
Che stile hanno avuto quelli? E' una cosa squallida da un punto di vista politico, altro che stare al lavoro per la città.
E di Mastella, che dire?
Quei 21 che si sono dimessi hanno anche i mandanti di quell'azione in questa persone.
Benevento lo deve sapere il pericolo che corre. E' ancora più importante del programma sapere chi sono questi uomini che rinnegano il loro passato.
Io non sono più stato con Mastella perché sono stato candidato con il centrosinistra e se qualcuno pensava di aver messo in ginocchio il governo Prodi e che poi via via a scalare dovevano cambiare casacca anche tutte le altre istituzioni, aveva sbagliato di grosso.
Io ho scelto in quel momento la città ed i cittadini e gli ho detto di no.
Ed ora arriviamo al mandante vero.
Ho chiesto a Carmine Nardone: Tu ora con chi stai? Mi ha risposto: Sto con il centrosinistra; ho fatto la stessa domanda a Viespoli e mi ha risposto di stare convintamente con il centrodestra; a Mastella non ho chiesto... per non confondermi ulteriormente le idee...
Ma allora qui qualcosa non funziona.
Nardone non capisce oramai più niente. Ha dimenticato di essere comunista, presidente della Provincia per il centrosinistra. E' un popolo di centrosinistra che lo ha votato e che lui oggi rinnega.
E dei 21 che ne pensi Carmine Nardone, gli ho chiesto?
Niente, nessun giudizio eppure, gli ho ancora detto, sono candidati nelle tue liste...
Non vuole essere etichettato per quello che è.
Ha detto che il Comune è indebitato e questo è vero ma non per un debito nato oggi o ieri.
Bisogna andare al 2000 e risalire fino alla manovra del 2005 che con i derivati, in piena crisi economica, ha perso milioni di euro con un tasso passato da fisso a variabile.
E' offensivo per se stesso dire queste cose.
Quindi Pepe ha attaccato la lista dell'Udc ed i suoi primi nomi. Ma di questo ne abbiamo parlato in apertura.
Al termine del comizio una grande ovazione ha accolto l'ex sindaco che si è poi intrattenuto sulla piazza per oltre un'ora a salutare ed abbracciare quanti gli hanno voluto manifestare la propria convinta adesione.
Il primo grande passo di questa lunga e spigolosa campagna elettorale, è fatto.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le foto sono di Valentina Saccomanno per "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

                                         

Le foto sono di Antonio Caporaso per "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

comunicato n.29808




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