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Benevento, 16-11-2010 16:43 ____
Giovanni Zarro: Se fossi io il responsabile del Pd sconsiglierei la seconda candidatura alla carica di Sindaco della città
Darei a Fausto Pepe la possibilità di presentarsi al giudizio dell'elettorato. Diversamente la gente non ci capirebbe e potremmo anche perdere le elezioni...
Nostro servizio
  

Per commentare gli esiti della riunione di ieri sera in casa del Partito Democratico, abbiamo parlato con Giovanni Zarro (foto), consigliere comunale di quel partito e presidente della Commissione Finanze.
Una premessa però occorre: Zarro è un po' l'anima critica del Pd ed è tra i sostenitori di una ricandidatura di Fausto Pepe a sindaco della città. Fatta la premessa ecco quanto ci ha dichiarato.

Onorevole Zarro, una volta era normale, generalmente parlando, che il sindaco uscente fosse ricandidato non fosse altro che per sottoporlo utilmente e doverosamente al giudizio degli elettori che avrebbero così potuto certificare la sua azione politica approvandola o respingendola. Perché questo passaggio così "normale" e scontato nel Pd sta diventando un tormentone?


Quello che è normale per la pubblica opinione, ed anche per essere sottoposto, giustamente come dice lei, al vaglio del corpo elettorale in relazione agli esiti della politica realizzata ed agli obiettivi raggiunti, rischia di non essere "normale" per lo Statuto del Partito Democratico il quale dà la possibilità, anche in presenza della candidatura del sindaco uscente, di presentare altre candidature purché assistite da un quorum di consensi esprimibili o dall'organo direttivo, nella misura del 30%, o dai soci e qui la percentuale scende al 15%.
Versiamo nella seconda ipotesi e cioè da una parte abbiamo la ricandidatura del sindaco e dall'altra quella di Pietro Iadanza, assessore comunale, la quale dovrà essere assistita dai consensi nella misura statuaria.

E questa è la norma. Ma dove la mette poi l'opportunità politica e strategica in relazione alle elezioni? Affossare la candidatura del sindaco uscente, significa rendere criticabile ed attaccabile dagli oppositori, in campagna elettorale, l'intera azione amministrativa svolta nei cinque anni di governo. Se fosse stato un buon sindaco, potrebbero dire i più, e forse anche con qualche ragione, se lo sarebbero tenuto...

Ed anche questo è vero e perciò, se io fossi il responsabile del partito, sconsiglierei questa seconda candidatura, quella di Pietro Iadanza nella fattispecie, per i seguenti motivi: 1) non c'è stata sinora alcuna proposta in dissenso di quella di Fausto Pepe né sotto il profilo politico, né programmatico; 2) che l'istituto delle Primarie è sicuramente educativo e democratico, epperò, allo stato, il popolo dei democratici non ha una sufficiente esperienza a livello locale di sviluppo di tale strumento.
Il "disinvolto" ricorso alle Primarie, sicché, conclude Zarro e noi con lui, potrebbe far perdere al Pd una quota di consensi e di simpatie che potrebbero alla fine essere determinanti ai fini del risultato.
E questo, aggiungiamo noi, lo ha detto davanti a pochi intimi anche Giuseppe Fioroni alla Festa del Pd...

comunicato n.22947




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